Giornalista e curatrice, motore del Momu- Molino Museo della tradizione contadina locale a Montenero Val Cocchiara, in provincia di Isernia, la partenopea  Daniela Ricci offre a napoletani  e turisti una nuova occasione d’arte:  Andare Oltre. E’ la mostra personale di Vittorio Contrada, realizzata in collaborazione con l’assessorato alla cultura e turismo del Comune di Napoli, con il patrocinio morale dell’assessorato all’istruzione e alle politiche sociali della Regione Campania.
Vernissage mercoledi  31 maggio alle 16.30. Si potrà visitare fino al 25 giugno, nelle sale espositive del Castel Dell’Ovo, tutti i giorni feriali dalle 10 alle 18,30 e tutti i giorni festivi e la domenica dalle 10 alle 13.
Classe 1937, nato a Tripoli, l’autore propone circa 100 opere per riuscire a rovesciare le cose, distoglierne la consuetudine, decostruire la rappresentabilità, interrogandosi su temi scottanti come l’emigrazione, il vagare dei popoli, la dignità, i valori, la natura violentata, la scienza incontrollata, il malessere dell’uomo contemporaneo, i diritti dell’uomo, compresi quelli di continuare a sognare.
Ingannevole e  tossica, la tecnologia ci fa riflettere sul senso delle cose. Venuti meno i predatori naturali della realtà-illusione, sogno, passione, follia, artificio, l’analisi delle esperienze quotidiane è complicata dalle innumerevoli percezioni sensoriali, ui siamo sottoposti da parte di un sistema che sviluppa incessanti comunicazioni diversificate in forme e codici. Una denuncia, quella di contrada, che rappresenta i frammenti di una società che crea e rapidamente annienta.
Autodidatta da sempre appassionato di pittura, della sua infanzia ha conservato i colori della terra africana. Cromatismi accesi, a volte incandescenti, che, attraverso luci e ombre, riescono a raccontare la natura in tutto il suo splendore, grazie a un profondo spirito di osservazione e uno spiccato senso artistico.
Al centro, la figura femminile, veicolo dell’esistenza, ma anche archetipo anche dell’irrazionalità e della sregolatezza. L’immagine si ribella a se stessa e agisce come forza purificatrice e catartica. Una riflessione sulla condizione umana e sulla realtà dominata dall’apparenza.