Torna a Napoli carico di successo, il libro di Antonio Mocciola che è stato presentato a Milano, Roma, Firenze, Torino  e Berlino. Pubblicato da Iemme, con immagini di Carmine Miceli,  il volume “Addosso. Le parole dell’omofobia” ha colpito nel segno e “incassa” la seconda ristampa ad appena un mese dalla pubblicazione.
Chi non ne ha ancora sentito parlare potrà recuperare il tempo perduto andando oggi pomeriggio (martedì 24 ottobre)  alle 18.30, al Teatro Zona Vomero in via Mario De Ciccio 18, parallela via Cilea dove il progetto fotografico verrà riproposto al pubblico partenopeo, arricchito da una  performance live curata da Marco Prato, con Ivan Improta, Marina Billwiller e Andrea Russo.

Con 20 frasi omofobe pronunciate da “vip” su altrettanti corpi nudi, l’iniziativa editoriale è di sconvolgente attualità. Nelle pagine, il lettore leggerà le frasi discriminanti, tra le altre, di  Alessandra Mussolini (“Meglio fascista che frocio”),  Joseph Ratzinger (“I matrimoni gay sono un pericolo per la pace”), Gianfranco Fini (“I gay non possono fare i maestri di scuola”) che appaiono tanto più gravi sfogliando le pagine di cronaca e constatando che essere gay ancora oggi significa essere bersaglio di bullismo a scuola, per esempio, e ancora peggio, venire emarginati dalla propria famiglia.
L’obiettivo del giornalista e scrittore napoletano è quello di scuotere le coscienze e di mostrare come le parole possano diventare cicatrici sulla pelle nuda delle persone che ne vengono colpite. Una quotidiana lapidazione (amplificata dai media)  che ha sostituito le pietre con il linguaggio.
In alto, la foto di copertina