Nell’era della globalizzazione la differenza tra i sessi persiste. Conciliare famiglia e lavoro in Italia è difficile: il welfare state declinato al femminile non è mai decollato. Nell’annuale classifica del Word Economic Forum che misura il divario di opportunit  in 134 Paesi siamo scesi dal 72 al 74 posto. Nel 2010 in Svezia il 42% dei pap  ha usufruito dei “congedi parentali”( in Italia siamo al 7,5%). A parit  di mansioni le donne italiane guadagnano meno dei colleghi maschi. Minoranza in politica e in Parlamento, le signore sono quasi assenti nei consigli di amministrazione e le poche manager perlopiù rinunciano alla maternit . Rispetto ai soliti Paesi scandinavi, il ritardo è abissale: in Svezia la quota delle parlamentari tocca il 50% e in Finlandia presidente, premier e 11 dei 20 ministri sono donne. C’è molto da fare per cambiare rotta: tralasciando le derive femministe, la relazione uomo-donna realizza pienamente le parti quando si fonda sul rispetto delle reciproche differenze. Questo spirito ha informato il convegno “2010: Odissea nello spazio donna”. Presentato e organizzato dall’Associazione TempoLibero, presieduta da Clorinda Irace, si è fatto il punto sull’attuale condizione della donna in una prospettiva di confronto tra i diversi luoghi del globo e le diverse generazioni.

L’idea è nata nel Salotto letterario dell’Associazione, che ha incontrato la linguista Francesca Dovetto, curatrice di uno dei testi in lettura ” Parole di donne” (Edizioni Aracne, pp.301, euro 20). Si tratta di una raccolta saggi “a più mani” e “a più voci”, frutto di una giornata di studi organizzata dall’Universit  Federico II nel marzo 2007. Applausi per il contributo di Francesca Dovetto, intervenuta al convegno: “l’universo linguistico è nominato e descritto dall’uomo; le donne si pongono come soggetti parlanti in un linguaggio che le ha gi  costruite come oggetti”. Dalla mitologia classica, passando per le principali lingue europee, fino al Thesaurus di word per Mac, gli stereotipi sono duri morire, malgrado la odierna tendenza ad un uso non sessista della lingua, con una preferenza accordata alle forme femminili e neutre.

A seguire gli interventi del sociologo Roberto Serpieri e dell’infermiera Barbara Saitta che dal 2009 collabora in Colombia con Medici senza Frontiere. “Più del 90% delle donne colombiane ha subito violenza sessuale e pensa siano normali questi abusi, in virtù del fatto che ne sono state vittime le nonne e le mamme”. Una spirale di violenza che ha come scenario gli scontri tra militari e guerriglieri per il controllo del narcotraffico. Tra temi cos forti non è mancato l’intrattenimento con Antonella Stefanucci, reduce dal successo della fiction “Capri”. Figlia d’arte: la madre è la scultrice Rosa Panaro che, nel corso dell’evento, ha lanciato la proposta di una stazione “rosa” della metropolitana abitata da opere di artiste.

Molto apprezzata, poi, la proiezione dei video di Fabio Principe, Silvana Sferza e Patrizia Zotti. I soci junior hanno condotto un sondaggio sul territorio con interviste a un campione rappresentativo di giovani in merito alle questioni femminili. “Nell’immaginario maschile le donne continuano a essere percepite più come oggetti che come risorse”- ribadisce la studentessa Silvia Aversa in qualit  di portavoce. Grande attesa per l’intervento di Rosa Valente, ex assessore delle Pari Opportunit  al Comune di Napoli: “Le libert  che ci hanno lasciato le nostre nonne sono in crisi. Oggi dovremmo affermare nuovi diritto nel segno di una flessibilit  che non sia precariet “.
Dunque, rafforzare e sostenere la politica e la leadership delle donne per le donne.

Nella foto, particolare della locandina del convegno