A vent’anni dalla morte Napoli ricorda Anna Maria Ortese con una targa in via Ferdinando Palasciano alla Riviera di Chiaia, laddove la scrittrice visse nel dopoguerra. Nata  a Roma, la Ortese (foto) trascorse molto tempo a Napoli ed ebbe un rapporto intenso con la città a cui sono dedicati alcuni dei suoi scritti più importanti, come Il mare non bagna Napoli.
Le celebrazioni si sono svolte alla presenza del primo cittadino Luigi de Magistris, dell’assessore alla cultura  Nino Daniele e del prefetto di Napoli Carmela Pagano. Il sindaco di Napoli la ricorda con queste parole: «Una grande donna, morta vent’anni fa, la vogliamo ricordare con questa lapide come una donna appassionata che ha amato Napoli, conoscendola nelle viscere, nel profondo, soffrendo anche con delle critiche ingiuste che ha subito da parte di alcuni intellettuali patinati della nostra città. Oggi Napoli attraverso la toponomastica sta ricostruendo la memoria e la storia della nostra città e di questo siamo particolarmente orgogliosi».
Una traccia importante per ricordare una delle più significative autrici del secolo scorso come ribadisce Nino Daniele: «Secondo me è una delle più grandi scrittrici del novecento, un’artista che sta veramente nel ristretto olimpo delle più grandi figure intellettuali di questo secolo breve e drammatico. Lei ha anticipato moltissimo con la sua poetica la dittatura dell’economico sul vivente, individuando che questo aspetto avrebbe assunto dimensioni drammatiche. E solo l’invenzione letteraria, il linguaggio suo visionario avrebbe forse potuto aprirci una strada verso l’avvenire. Io spero che questo lavoro che stiamo facendo e che continueremo su Anna Maria possa essere un modo attraverso il quale le nuove generazioni di Napoli sappiano interpretare il proprio disagio del vivere in questo tempo delle passioni tristi con la capacità di analisi, di interpretazione, di emozione, di vivere di Anna Maria, capendo che la Ortese con la sua sofferenza ha avuto il coraggio di trasformare il dolore privato in dolore sociale».
L’omaggio è continuato a Palazzo San Giacomo con un incontro pubblico con Valeria Parrella, con un interludio musicale a cura del chitarrista Ettore Scandolera e si è concluso con una visita guidata nel palazzo della città.