Festival Barocco “Sicut Sagittae”, nella VI edizione “I giorni delle calende” a cura di Carlo Faiello nel centro di cultura Domus Ars di Napoli, ha avuto tre incontri, in dicembre, proposti dal direttore artistico Antonio Florio.
Nella Cantata da camera tra Italia e Germania “Gioie e dolori” il duo Francesca Lombardi Mazzulli (foto), soprano, e Marco Mencoboni, clavicembalo, si è esibito in un programma di J. Sebastian Bach, Barbara Strozzi, Girolamo Frescobaldi, J.Jacob Froberger, G. Felice Sances, e di Claudio Monteverdi “Sì dolce è il tormento” da IV scherzo delle ariose vaghezze e “Lamento di Arianna” da VI libro dei Madrigali. Una coppia di vivaci simpatici sorridenti professionisti che divertono divertendosi.
Lui cavalca il clavicembalo al trotto ritmato e pare di spargere intorno note come petali. Lei è una soave dama, capelli biondo Tiziano, abito lungo scollato rosso fragola con scalda cuore bianco zucchero, che ha lasciato le altre sulla tela del Maestro veneto. Voce danzante come gocce di rugiada su sassi e fiori, scintillante come ruscello, impetuosa come cascata, frizzante come spumante, parla di tragici ricordi, di gioiose speranze.
L’applauso finale, più fragoroso dei precedenti, li vede abbracciati come bambini contenti di aver reso tanto felice il pubblico. Nella seconda serata, il quartetto per flauto e archi Ensemble Barocco di Napoli Tommaso Rossi in un concerto Napoli e l’Europa con Rossi al flauto, Giuseppe Carotenuto violino, Rosario Di Meglio viola, Marco Vitali violoncello. Musiche di C. P. Emanuel Bach, J.Christian Bach, Cimarosa, Paisiello.
Il flauto traverso, amato da Luigi XIV, strumento più apprezzato inizio XVIII secolo, ha tra i suoi estimatori Federico II di Prussia compositore di sonate con questo strumento. La nobile committenza di Napoli richiede concerti e sonate ai tanti musicisti presenti in città.  La bravura dei musicisti emerge nel sentire gli strumenti dialogare tra loro. Ogni nota ha in sé una o più parole gioiose, drammatiche, romantiche con esatta punteggiatura.
Chi ascolta sceglie la parola. I quattro hanno ottenuto il silenzio nell’ascoltare la voce di ogni strumento. Il terzo incontro è Il Canto del Sud di Pino De Vittorio & Laboratorio ‘600 con De Vittorio, voce, Fabio Accurso, liuto, Flora Papadopoulos, arpa, Franco Pavann, tiorba e direzione, Canto Musica
Teatro fusi in un crogiolo del dio Vulcano per un diadema da consegnare a Paride per regalare alle tre belle dell’Olimpo: Afrodite, Atena, Giunone. L’arpa, l’antica cetra di Apollo, dio amico delle Muse, arpeggiata da una fanciulla greca ricorda una ninfa di Omero. De Vittorio recita danza mentre canta e fa rivivere in noi napoletani il mito di Partenope. Nessuno tra il pubblico si è fatto legare alla sedia con le orecchie tappate. La sua voce con la musicalità degli altri tre eccezionali maestri ci ha portato a ballare a corte, nei parchi dei castelli, sull’aia in estate.
Domus Ars è un centro culturale che propone musica classica e moderna, teatro, danza, mostre di arte visiva. Interessante e colto il programma di eventi fino a gennaio tra cui La Cantata dei pastori il 25,26, 27 con Antonella Morea, Franco Iavarone, Fiorenza Calogero e Massimo Masiello; l’Orchestra Amici del ‘700 napoletano in Le quattro stagioni di Vivaldi.

Domus Ars via Santa Chiara 10 C, Napoli
Tel. 081.3425603 – 338. 8615640

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