Teatro a palazzo Serra di Cassano. Con il volume della giornalista Maresa Galli “Elicantropo. 20 anni tra sperimentazione e memoria” edito da Guida. Giovedì 19 gennaio, alle17, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, via Monte di Dio, 14, con l’autrice intervengono intervengono Carlo Cerciello, Gianmarco Cesario, Angela Matassa, Manlio Santanelli; modera Stefano de Stefano.
Per il palcoscenico di vico Gerolomini sono stati venti anni di intensa attività creativa, di laboratorio e di vetrina per artisti che sarebbero, nel tempo, diventati importanti autori, attori, registi, scenografi, costumisti, musicisti, danzatori, di sinergie costruite con altri spazi teatrali partenopei, di creazione di un rapporto con lo spettatore intimo, spiazzante, provocatorio, affascinante, commovente, rabbioso, di un rapporto politico, anni di riconoscimenti nazionali e locali per il teatro.
La prefazione  è firmata da Francesco de Cristofaro, professore di Letterature comparate dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e tra le testimonianze,  ci sono quelle testimonianze ci sono quelle di Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Giulio Baffi , Imma Villa e  degli ex allievi del Laboratorio Teatrale Permanente. Molte le pagine illustrate, tra locandine e belle foto di scena a colori.
«Vent’anni fa – scrive Maresa – misi piede per la prima volta nello spazio teatrale dell’Elicantropo e da allora non ho mai smesso di frequentarlo. Un luogo di sperimentazione e memorie, nel quale si propongono classici e nuova drammaturgia, dove si reinventa ad ogni messinscena lo spazio teatrale, dilatandolo con l’immaginazione, con la creatività di un affiatato team. Un’atmosfera magica, con un’alchimia totale nel rito che si rinnova ogni sera, che coinvolge totalmente lo spettatore facendolo sentire parte del tutto».
La raffinatezza delle scelte di Carlo Cerciello, che ne è il motore,  ha modellto modellato un mondo grazie alla fantasia espressiva dei suoi attori Paolo Coletta e Imma Villa in prima linea, spesso con il determinante sostegno produttivo di Vesuvioteatro. Dagli “scandalosi” recuperi del ‘600 partenopeo è giunto ai grandi autori contemporanei, mettendo a fuoco una “crudeltà” che «non smette di essere gioco nel riflettere una condizione umana condannata ai contagi repressivi e alla finzione».
In foto, da sinistra, Imma Villa, Maresa Galli e Carlo Cerciello