Il premio, consiste in una pergamena con la motivazione e nella scultura bronzea della Spigolatrice di Sapri su uno scoglio. “Sostenitore di ideali e di associazione ” con questa motivazione il sindaco di Sapri, Vito D’Agostino, ha consegnato il Premio “Carlo Pisacane” all’editore Giuseppe Galzerano. Abbiamo parlato con lui di questa assegnazione.

Le sue impressioni sul premio…
“Sono molto felice, anche perch sono il primo cilentano ad averlo ricevuto. Questo scoglio di marmo, èa pesante tanto fisicamente che culturalmente. Nel corso del tempo, il premio ha acquistato sempre più prestigio”.

Come nasce la sua passione per Pisacane?
“Me ne occupo da anni. La mia formazione intellettuale e politica è puramente “pisacaniana”. La mia passione mi ha spinto a pubblicare, nel 1975, un piccolo libro su di lui, “Carlo Pisacane un dirottatore di 100 anni fa”, poi sono riuscito a pubblicare, per la prima volta in Campania, il suo “terzo saggio sulla rivoluzione”. Inoltre, ho pubblicato un poema di Eliodoro Lombardi, poeta siciliano del risorgimento italiano, uscito a Firenze nel 1867, dove si segue, tra storia e fantasia, il viaggio di Pisacane da Genova a Sanza. Ho ritrovato la prima edizione dell’opera di Luigi Mercantini, “La spigolatrice di Sapri, eran 300 giovani e forti”, che una volta si studiava nelle scuole. Di Pisacane ho molti titoli, tra cui una rara prima edizione di ” La guerra combattuta in italia 1848- 1849″, pubblicato nel 1851.

Un’anticipazione sulle pubblicazioni future…
“Vorrei ripubblicare “Omnia”, una sua opera di otto volumi, pubblicati nel 1957 e “L’epistolare”, curato da Aldo Romano e uscito nel 1937. Ma è difficile. La mia è una piccola casa editrice, facciamo tutto tra svariate difficolt  economiche…

E le pubblicazioni recenti?
Sta per uscire il libro di una ricercatrice udinese nel quale pubblichiamo tutte le lettere trovate ad Amsterdam di Gino Lucetti che il 18 settembre del 1926, a Roma, cercò di attentare alla vita di Mussolini, gettandogli una bomba sull’automobile. L’ordigno, però, rimbalzò. Lucetti fu arrestato, processato e condannato. Il destino fu beffardo con lui. Liberato alla caduta del fascismo, mor al porto… colpito da una bomba. Le lettere che pubblichiamo, sono quelle che ha scritto in carcere, per la famiglia. Niente di politico. Circa 400 pagine di lettere che raccontano la quotidianit . Poi abbiamo un altro titolo, su un anarchico di Reggio Emilia, perseguitato dal fascismo, che nel 1938 aveva creato in Spagna una colonia per ospitare gli orfani dei bombardamenti. L’uomo fu fucilato, insieme a un sacerdote, senza processo. Il libro dovrebbe essere presentato il 30 gennaio alla biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Nella foto, Giuseppe Galzerano