Ci sono quelli, e sono parecchi, che diffidano talmente dell’arte contemporanea che si rifiutano di accettarla come arte. Accade più spesso per l’arte figurativa anche persone che hanno una cultura artistica e trovano il bello negli artisti antichi e moderni rifiutano di accettare quelli contemporanei. Io non sono tra queste persone. Infatti, in quanto all’arte figurativa (il mio mestiere è quello della storica dell’arte), mi avvicino ai contemporanei, cerco di comprenderli, tra i miei preferiti sono Rauschenberg e Schnabel, e vi trovo spesso qualcosa di interessante. Vi trovo anche faciloneria, presunzione e vuotaggine, ma più nei critici che negli artisti.
Però, per quanto riguarda l’arte poetica contemporanea, sono sorda, forse perch mi rifiuto, come tanti per l’arte figurativa, di capirla. Eppure ho studiato con attenzione, a volte con passione, i poeti italiani, poco quelli stranieri, ho ammirato le rime petrose di Dante e il suo Paradiso, le “tamerici salmastre” dalla ineguagliabile musicalit , “il meriggiare pallido e assorto” di Montale ma, soprattutto, ho amato Lucrezio, Orazio, Tibullo, Properzio, Saffo ecc. e Omero dell’Iliade e dell’Odissea, che ho potuto leggere anche nella straordinaria traduzione in esametri fatta, direttamente dal greco, da Ettore Capuano.
Sono per il diritto di autore e sono per quelli che hanno per primi dato voce all’umano. Cosicch non sono andata più avanti del secolo scorso. La poesia odierna la rifiuto talmente tanto che ho finanche partecipato a una sua volgare dissacrazione e, mentre si osannava il prezioso, dotto e faticoso lavoro di un poeta d’oggi, eravamo in auto ed era il tramonto, per scommessa si incominciò a produrre versi l  per l  e venne fuori un “trascina il buio stracci di nuvole nel sole” (mica male), ” sogno nuvole bianche in un cielo rosato” e roba simile, improvvisata senza alcuno sforzo. Offensiva denigrazione.
Quindi, gioved scorso, non sono andata al Madre, dove veniva presentato “Anima Madre”, il terzo libro di versi di Eugenio Mazzarella, per comprendere la poesia di questo poeta filosofo, gi  deputato al Parlamento e Preside della facolt  di Lettere e Filosofia della Federico II, ma per ascoltare i relatori Silvio Perrella e Massimo Cacciari. Peraltro “Anima Madre” è un libro all’apparenza molto bello, pieno di bellissime fotografie scattate da Mimmo Jodice. Sono fotografie di statue, ovvero di frammenti di statue e teste antiche e di affreschi “pompeiani” che rappresentano persone che Jodice rende ancora viventi.
Silvio Perrella, scrittore, saggista, editorialista, gi  presidente della Fondazione Premio Napoli, era molto adatto a commentare un libro per immagini e testo scritto. Un suo bel libro, “Doppio Scatto”, si basa appunto su questa ambivalente traduzione dell’oggetto, sia in fotografia sia nella sua descrizione linguistica. Perrella, girando a piedi per le strade di Napoli, ha guardato e inquadrato nell’obiettivo una immagine particolare, o anche il particolare di un’immagine, che trovava significativa e la ha poi descritta a parole. L’atto poetico è stato soprattutto nella scelta. In quel guardare, osservare, vedere l’anima, la storia, di quell’apparizione di quel momento e renderla viva. Purtroppo ho ascoltato poco del commento della poesia di Mazzarella fatto da Silvio Perrella, perch, e me ne dolgo, non sono riuscita a non arrivare in ritardo.
In quanto a Cacciari, filosofo e accademico italiano, gi  preside della facolt  di Filosofia del San Raffaele e Sindaco di Venezia, ha iniziato con l’affermare la difficolt  di spiegare a parole la poesia. Ha ragione. Il “pièveloce Achille” descritto da Omero è un’immagine poetica, mentre la spiegazione “Achille ha il piede” e “il piede di Achille è veloce” sarebbe soltanto un prosastico giudizio. La poesia non si spiega con altre parole, è essa stessa parola, voce- osserva Cacciari. Cacciari tuttavia, nonostante il preambolo, con la sua elegante facondia, si è fermato a parlarne, commentando anche alcune delle immagini fotografate da Jodice sono frammenti offesi dal tempo, una testa greca frammentata, un affresco da Pompei di una giovane con la bocca socchiusa, quasi parlante. Cacciari, inoltre, ha detto che la poesia di Mazzarella si esprime per sottrazione, evitando l’illustrazione, il tono narrativo e il sentimento. Per sottrazione. Ma non ha spiegato bene che cosa poi rimanga.
Massimiliano Finazzer Flory, attore, drammaturgo, regista e gi  assessore alla cultura del Comune di Milano, ha letto alcuni versi di “Anima Madre”.E si è impegnato per dare a questi versi solennit  e per estrarne una qualche musicalit . Non posso dire se ci sia riuscito.
Ma mi interessava sapere che cosa Massimo Cacciari, veneziano, pensasse di Napoli, dove viene spesso. Ho cercato di saggiare la sua disponibilit . Quando miei amici o parenti che stimano questa citt  vi ritornano per qualche giorno, amano rifare lo stesso giro, ripercorrere i luoghi napoletani che gli sono più cari c’è chi va a Castel dell’ Ovo, chi invece al centro storico, chi a Posillipo e cos via. Ho domandato a Cacciari quale fosse il suo giro preferito.
Mi ha risposto che qui è venuto tante volte ma non ha giri preferiti, li cambia. A proposito di cambiamenti, gli ho domandato se trovasse in citt  dei cambiamenti e quali. Mi ha risposto che senz’altro la citt  in questi anni è cambiata e a volte va in avanti, a volte torna indietro. Ma ha precisato meglio il suo concetto quando ha detto che gli anni più vivi di Napoli sono stati gli anni Settanta e Ottanta. Gli ho anche domandato se non vi trovasse attualmente un particolare fermento di idee. Ma non vi ha trovato niente di importante, a suo avviso; si tratta soltanto di confusione- ha detto. Forse ha ragione lui, ma forse non conosce abbastanza Napoli, forse ha dei pregiudizi oppure, forse, le iniziative a cui ha partecipato non sono state tra le migliori.

Prossimo appuntamento al Madre
Marted 26 aprile, ore 18(sala Re_PUBBLICA MADRE)
Conferenza sulla ricerca fotografica di Dorothea Lange la nipote Dyanna Taor incontra Mimmo Jodice, modera Andrea Viliani
Museo Madre, via Settembrini 79 – Napoli

Nella foto, uno scatto di Mimmo Jodice