Accademia Musicale Enrico Caruso, Corso Umberto 237 Napoli, dove la musica è la padrona di casa e quella casa ha un inquilino molto speciale il baritono Giuseppe Schirone , nonch direttore di canto corale, direttore d’orchestra e insegnante di canto. Pugliese di nascita, di Maruggio (in provincia di Taranto), compie i suoi studi a Lecce, in un Istituto religioso, dagli 11 ai 18 anni, gestito da padri missionari. La sua formazione, oltre a quella scolastica, è stata affidata a religiosi illuminati che non gli hanno fatto sconti regole chiare e precise hanno caratterizzato quel periodo di vita. Arriva cos ai 18 anni con una capacit  acquisita affrontare a viso aperto la vita, con coraggio.
DOPO LECCE, NAPOLI
Dopo il diploma i missionari lo indirizzano laddove hanno visto più propensione , al Conservatorio Tito Schipa di Lecce dove si diploma in pianoforte. Nel 1979 si trasferisce a Napoli dove continua i suoi studi al Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Ha raccolto titoli ed esperienza Giuseppe e si sente pronto a trasferire ad altri il suo bagaglio. Cos ,nel 1996, apre nei pressi di piazza Ottocalli la sua Accademia musicale. In quella piazza, nel 1976, fu posto un busto in memoria del tenore napoletano Enrico Caruso. Non poteva ignorare quella presenza il Maestro Schirone, e cos la sua Accademia prende il nome ” Enrico Caruso “.
I LINGUAGGI DELL’ARTE
L’Accademia contribuisce non solo a mantenere solido il ricordo del tenore, ma segue anche un progetto per dedicargli un Museo che lo celebri nella citt  che gli ha dato i natali. Ora torniamo però nella sede attuale dell’Accademia dove ritrovo la “padrona di casa”, la Musica. Ve la presento cos come Il Maestro me la racconta. Immaginate per un attimo la vita senza musica, quale immagine vi viene in mente? Io ho immaginato il buio, infatti, mi dice «la musica è luce, è il motore che regola il mondo, è un sentimento che nasce con noi, si serve del ritmo come motore , cos come fa il nostro cuore per il nostro corpo» . E poi c’è il canto « Con il canto trasferiamo vibrazioni che rappresentano ciò che è ognuno di noi». Via, via che mi racconta la musica è come se strofinasse una lampada e da quella lampada viene fuori un’entit  reale una giovane donna con un’anima colorata con mille sfumature, la padrona di casa, la Musica. Ora ho un’altra curiosit , « Cosa si prova quando si dirige un’orchestra o un coro?». Mi dice « Si usano tutti i linguaggi possibiliquello del corpo, quello degli occhi, quello delle mani è un darsi totalmente ».Come tutte le persone che ho incontrato che amano e fanno musica lui è come se avesse una dimensione in più, quella dimensione che le generazioni 2.0 hanno difficolt  a conoscere perch per loro la musica deve essere solo svago, spensieratezza, distrazione … rumore. E invece nel silenzio si può venire a creare la dimensione magica dell’ascolto del nostro ritmo interiore, ed è più facile ascoltare i propri pensieri, elaborarli. Il silenzio può aiutare ad esprimere le emozioni e può far scoprire delle capacit  inaspettate come tra l’altro, la creativit  e l’arte.
LA RIVOLUZIONE DEL 1799
Lo aveva ben capito Seneca scrivendo «La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo “. La musica colta aiuta a guardarsi dentro, a favorire le emozioni e allora come si può portare questo tipo di musica ai nostri giovani? Secondo il Maestro Schirone è la musica classica che si dovrebbe avvicinare a quella che ascoltano oggi i nostri ragazzi , e questo dovrebbe avvenire nelle scuole. Nel 2014 il nostro maestro incontra un musicista, Alessandro D’Alessandro, che per dieci anni si è dedicato a comporre la musica per un’Opera lirica verista, ” Luisa Sanfelice ” 1799 la mattanza, libretto di Vincenzo De Simone e Riki D’Alessandro. A febbraio dello scorso anno, grazie a Giuseppe Schirone e al Coro della sua Accademia è andata in scena sotto forma di concerto con una voce recitante, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli.
IL CORAGGIO DI NAVIGARE DA SOLO
Il coraggio che lo contraddistingue non lo fa fermare, e nonostante ” navighi da solo ” porta l’Opera in prima assoluta mondiale al Teatro di Stato dell’ Opera di Bashkir , sui monti Urali, durante il Festival di Ufa. Luisa Sanfelice è l’unica Opera interamente ambientata a Napoli, e racconta le vicende di periodo storico che vide la Repubblica Napoletana del 1799. Il prossimo passo? Nel giorno in cui si celebra la morte di Luisa, l’11 settembre, nell’ambito del cartellone estivo del Comune di Napoli ” FemmeNa ” l’Opera verr  rappresentata nel Cortile del Maschio Angioino. Sar  l’occasione, libretto alla mano, di ripercorrere la storia di una donna innamorata e inconsapevolmente eroina, e per questo giustiziata in piazza Mercato. Mi guardo attorno, è tutto cos pieno di Musica, e la conferma che è un entit  reale me la da il Maestro quando mi dice«La musica si rattrista se non la rispetti » perciò va composta, eseguita, ascoltata e condivisa con gioia.

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Nelle foto, Schirone con il coro, con Giancarlo Giannini e Michele Placido. L’iltima a destra, la locandina dell’opera dedicata a Luisa Sanfelice