L’amore per la realt  e per la materia pittorica: questo il filo conduttore della personale di Mary Cinque “Acque chiare”,promossa da Bruno Mansi e curata da Massimo Bignardi, che si inaugura il 12 settembre (ore 19) a Palazzo Sasso nell’incantevole cornice di Ravello (fino al 15 ottobre).

Quaranta acquerelli, realizzati negli ultimi due anni, che hanno il sapore di un viaggio nell’interiorit  della giovane artista,nel suo modo di vedere la realt  e di entrare in contatto con la natura.

Protagonisti, i colori,che si accendono su piccoli fogli di cartoncino,lasciando bianche le forme e indefiniti i contorni:nascono cos paesaggi e ritratti,alberi e oggetti quotidiani visti dall’angolazione personale dall’ artista che,attraverso quei piccoli fogli,poco più grandi di cartoline,ci porta nel mondo della memoria,di ricordi che riaffiorano attraverso la pittura.

Alla base del lavoro di “Acque chiare” c’è una ricerca meticolosa e affascinata del lato metropolitano e architettonico della natura,una ricerca che accompagna i quaranta acquerelli della mostra ma anche gli altri lavori dell’autrice ,capace di dipingere la natura in modo non naturalistico,scavando a fondo nelle forme con giochi di luce e pieghe del foglio.

L’acquerello,tecnica nuova per l’artista campana,viene usato qui per raffigurare una natura in cui”Il colore”,come spiega Massimo Bignardi,che ha curato la mostra,”ha il compito di trattenere l’essenza delle forme, il loro farsi richiamo di presenze o di organizzare l’architettura dello spazio”.

Ritratti e paesaggi vengono ripresi e ripensati dalle stesse prospettive,in una sorta di viaggio interiore nel colore e nella luce,cercando il contatto diretto con il materiale da lavoro,con l’acqua,con la carta,allo scopo di giungere poi a quella “poetica della realt “che è alla base della ricerca pittorica dell’artista,non nuova a mostre,sia personali che collettive.

Rivivono cos gli scorci di Ravello sconosciuti ai turisti,in una dimensione di irreale realt ,pervasa s dalla leggerezza dell’acquerello,”la tecnica più semplice ma la più mentale”come dice ancora Massimo Bignardi,ma anche carica di estrema concretezza.

I colori decisi e brillanti di Mary Cinque sfumano sulla carta creando sbavature irregolari e pennellate,mentre lacqua forma pieghe come se fosse”pelle viva che cede ai processi del tempo e della sua inesorabile azione”.

“Acque chiare” è per tutti noi la possibilit  di entrare in un mondo reale e concreto ma anche pieno di memoria,ricordo ed interiorit .

Nelle foto, due opere dell’artista