La storia di Suor Julia Aguiar è la storia di chi non si accontenta di fare del bene seguendo le occasioni che la vita gli offre, è la storia di una donna che sceglie la pazienza di studiare e aspettare il momento giusto non solo per dare conforto ai più deboli ma anche per costruire le basi di una piccola rivoluzione strutturale e scientifica nel campo della medicina nei paesi in via di sviluppo.
A lei, l’universit  di Napoli Federico II assegna domani la laurea honoris causa in medicina e chirurgia e sar  il primo caso in Italia per un religioso.

Venezuelana, è il 1979 quando a ventinove anni, suora francescana, si trasferisce in Benin, dopo un percorso di studi da infermiera e ostetrica, corsi di medicina e esperienza di sala operatoria. Sono migliaia gli ammalati che contano su di lei e sul suo coordinatore Padre Stenou, il presidio ospedaliero più vicino dista sei o sette ore di cammino: le emergenze vanno gestite sul luogo.

E’ per lei una scuola di carit  e medicina senza pari che la porter  nel 1981 a confrontarsi per la prima volta con una patologia allora quasi sconosciuta, l’ulcera del Buruli, e a individuarne un trattamento efficace. Questa malattia, definita “la nuova lebbra” diventer  la sua missione e per la mole di casi emersi Aguiar decide che è tempo di creare una struttura ospedaliera nuova: il Centro Gbemontn di Zagnanado (centro dove si ritrova la vita). Grazie agli studi qui portati avanti, nel 1989 l’Organizzazione mondiale per la sanit , assegner  alla malattia una identit  patologica, adottando la suora e il suo centro come suo riferimento principale per l’ulcera del Buruli.

Oggi il centro di eccellenza cura oltre 10000 ammalati e recluta oltre 400 nuovi casi per anno. Julia Aguiar insegna la diagnosi e le tecniche terapeutiche ai propri collaboratori e mette a punto schemi di trattamento adottati dappertutto nel Bnin. Da molte parti dell’Africa le vengono riferiti i casi più gravi. Per suo merito oggi tutte e dodici le province del Paese dispongono di Centri di Cura della malattia. Intensa la sua collaborazione con la Prof. Portaels di Anversa con la quale ha pubblicato fondamentali lavori scientifici su riviste di rilevante impatto.
“E’ un personaggio straordinario – commenta Enrico Di Salvo, ordinario di chirurgia della Federico II e direttore del Centro interuniversitario di ricerca bioetica, a cui è affidata la laudatio academica della cerimonia – ha dato un contributo scientifico molto importante, lavorando anche quindici ore al giorno e allo stesso tempo è una persona molto schiva, semplice. Il mondo delle missioni è pieno di persone in gamba, ma lei è veramente eccezionale”.

La cerimonia di conferimento della laurea honoris causa a Julia Aguiar si terr  domani, marted 6 ottobre nell’aula magna “Federico Salvatore” della facolt  di medicina e chirurgia della Federico II (Via Pansini 5).

Nella foto, Aguiar