Aida non muore cadendo tra le braccia di Radames i due innamorati lasciano la scena e la vita, incamminandosi insieme nel loro viaggio verso l’Amore assoluto ed eterno e poi svaniscono. Cos termina la versione di Aida in scena in questi giorni al San Carlo. L’allestimento aderisce alla consuetudine tanto più opportuna in tempi di crisi di evitare inutili orpelli scenografici, ma soprattutto si ispira a una strategia registica che vuole porre in rilievo la vicenda umana di Aida, il conflitto tra amore e ragione di stato, il dramma interiore dei personaggi.
Non si poteva scegliere un modo migliore per rendere omaggio a Verdi, in questo anniversario che è servito, si spera, a ripensare il genio verdiano, archiviando l’odioso stereotipo di quel provincialissimo zum-pa-pa caro ai melomani della domenica ed esplorando lati interessantissimi e di sorprendente modernit  del compositore. Il musicista di Busseto, grazie alla sapiente regia di Franco Dragone e alla direzione accorta di Nicola Luisotti (che peccato alcune defaillances tra i fiati, in particolare gli ottoni…) si rivela un profondo conoscitore dell’animo umano, di cui indaga le più remote latebre, con un lavoro di scavo interiore degno della migliore tradizione romanzesca ottocentesca.

Il migliore interprete sicuramente il coro, diretto da Salvatore Caputo; la compagine vocale affronta con decisione i fragorosi “fortissimo”,
che conferiscono a questo melodramma il tono epico per il quale è nota ai più, per poi regalare dei “pianissimo” al limite della percettibilit , di rara e suggestiva efficacia. Il cast vocale fa rimpiangere i grandi interpreti del passato, ma senza mai scendere al di sotto di una certa soglia.
Lucrecia Garcia (Aida) è apparsa, almeno nella prova generale, a cui si riferisce questa cronaca, complessivamente debole, forse a suo agio nel registro medio, ma decisamente in difficolt  nei passaggi più acuti. Convincente il Radames di Jorge de Leòn più per la presenza scenica, forse, che non per le doti vocali. Imponente il Re d’Egitto di Carlo Cigni.

I costumi firmati da Giusi Giustino sono, come sempre, molto belli; rumoros
e non sempre perfettamente coordinati gli interventi del Corpo di ballo diretto da Alessandra Panzavolta. Ancor meno convincenti le scenografia di Benito Leonori, talvolta alla ricerca dell’effetto a tutti i costi.
Uno spettacolo da vedere, senza dubbio, ma senza pensare troppo ai colossi del passato…

Maurizio Piscitelli

Il calendario della rappresentazioni
Gioved 5 dicembre 2013, ore 20.00 (Turno A)
Sabato 7 dicembre 2013, ore 18.00 (fuori abbonamento)
Marted 10 dicembre 2013, ore 18.00 (Turno B)
Mercoled 11 dicembre 2013, ore 20.00 (fuori abbonamento)
Gioved 12 dicembre 2013, ore 20.00 (Turno C)
Venerd 13 dicembre 2013, ore 18.00 (fuori abbonamento)
Sabato 14 dicembre 2013, ore 20.00 (fuori abbonamento)
Domenica 15 dicembre 2013, ore 17.00 (Turno F) – Secondo Cast*
Marted 17 dicembre 2013, ore 18.00 (Turno D)

In foto, Aida negli scatti di Francesco Squeglia