Si può dire di no anche a costo della propria vita. E questo si chiama andare controcorrente, seguire la legge del cuore, ascoltare i sentimenti e l’umanit  che scorre tempestosa nelle vene. E’ la disubbidienza di un “testimone oculare”, Franz Jgersttter che, dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938, rifiutandosi di svolgere il servizio militare, è entrato nella storia.
La sua “vigilia” alla condanna a morte diventa messinscena a Napoli, in prima nazionale, al teatro Bolivar di Materdei (via Bartolomeo Caracciolo 30) luned 21 marzo e da mercoled 23 a domenica 27 (luned, mercoled, venerd e domenica alle 20.45; gioved e sabato alle19). Sul palco, Emanuele D’Errico, Rebecca Furfaro, Antonio Grimaldi, Ettore Nigro, Monica Palomby, David Power, Teresa Raiano, Dario Rea, Margherita Romeo, Arturo Scognamiglio. Gli interpreti seguono l’orma del testo di Joshua Sobol, drammaturgo e scrittore israeliano, in una fedele traduzione ( e nell’adattamento) di Anna Marchitelli e David Jentgens (mamma olandese e pap  tedesco) che ne cura anche la regia, la ventiduesima in dieci anni di carriera. Si debutta nella citt  dove il giovane regista ha tenuto laboratori teatrali, su invito dell’associazione culturale Asum Anteatro ai Vergini, fogorato dall’energia degli attori partenopei, e dove l’uomo semplice e un po’ selvaggio, il contadino Franz, con la moglie Franziska, trascorre, nel 1936, il suo viaggio di nozze, passando prima per Roma ( e il Vaticano) e arrivando poi a Sorrento.
La vicenda si concentra sui suoi ultimi giorni, in una prigione militare di Berlino, quando amici, familiari, giudici, prete e dottoressa tentano di convincerlo a salvarsi, accettando l’incarico di paramedico nell’esercito. Ma lui, che ha visto deportati in massa sui treni bambini disabili, è inorridito dalla sola idea di unirsi a quella schiera di carnefici in uniforme. Cos diventa eroe della resistenza, una stella nella notte senza luci del totalitarismo. Affrontare il suo dramma diventa un modo per sollecitare gli altri a fare scelte senza lasciarsi “intruppare”, rifiutando le etichette, come sottolinea lo stesso regista, guardando diritto negli occhi chi si ha di fronte, fieri del proprio modo di esistere. «Essere piccoli eroi- spiega- significa fidarsi delle proprie scelte e orientare di conseguenza le proprie azioni. E’ lo stesso principio che ispira questo spettacolo e che ci d  la forza di portarlo sul palcoscenico ».
Ieri e oggi. La tentazione di confluire negli atteggiamenti comuni e di farsi trascinare dall’intolleranza collettiva è sempre presente, legata alla necessit  di autoconservazione. «Credo che l’affermazione dei populisti di destra in Germania in Olanda abbia poco a che fare con la politica- ribadisce- E’ legata piuttosto all’avidit  e al bisogno di proteggere propriet  e possedimenti contro tutto e tutti».
Ma il teatro può avere una funzione curativa nella societ  e insegnare ad accettare chi è diverso da noi. Jentgens ne è fermamente convinto. «Soprattutto quando chi lo fa punta a smantellare le barriere dell’autorappresentazione e della vanit , mettendo anima e corpo a disposizione di una storia. E questa, in particolare, ho voluto rappresentarla perch, grazie al l’umorismo ebraico di Sobol che controbilancia la pesantezza del tema e la trasforma in leggerezza, diventa accessibile a ogni tipo di spettatore, facendolo riflettere su questioni importanti, senza annoiarlo».
Lo spettacolo conta sul patrocinio del Comune di Napoli, del Forum Austriaco di cultura di Roma, del Goethe Institut e della comunit  ebraica di Napoli. Ha, inoltre, il sostegno della gioielleria Brinkmann, una delle realt  imprenditoriali più antiche di Napoli, fondata da Theo che, all’inizio del secolo scorso, rimase affascinato dalla bellezza della citt  tanto da rimanerci e ritornarci, dopo la fuga durante la seconda guerra mondiale.

Il biglietto costa 10 euro e si può acquistare online
www.etes.it

o al botteghino del teatro
info 081 5442616, www.teatrobolivar.com.

Nelle foto, un momento dello spettavolo, il regista e Franz Jgersttter, il contadino/erore che disse no a Hitler