Napoli è la seconda tappa del tour espositivo dell’artista iraniano Arash Radpour. Il Pan di Napoli (via dei Mille 60) ospita l’esposizione “Surface” a cura di Guido Cabib, aperta dal primo (inaugurazione ore 18.30) al 19 luglio, che comprende una selezione di immagini nate dalla collaborazione tra il fotografo iraniano e Film.it, testata on line edita da Nexta, dedicata al mondo del cinema e dell’intrattenimento.

Radpour, iraniano di nascita ma romano d’adozione, ha scoperto la passione fotografica durante un suo soggiorno a New York. L’inconsueto, il non ordinario degli scorci notturni di Brooklyn gli hanno fatto scattare il click della macchina fotografica che lo ha catturato per sempre.

Dal paesaggio l’interesse si è spostato verso l’uomo. La sua presenza ed esistenza, a volte paradossale, altre ironica, altre volte ambigua, lo incuriosisce.

Il rapporto artistico tra Arash Radpour e Film.it nasce a settembre 2009 in occasione del Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e si rinnova ad ottobre dello stesso anno durante il Festival Internazionale del Film di Roma. Film.it, che si caratterizza per una presenza attiva in occasione degli appuntamenti più importanti del settore, invita Arash Radpour a raccontare il mondo del cinema e i suoi protagonisti.

Il risultato di questa indagine, che svela la realt  interiore dei personaggi ritratti, è stato presentato in anteprima a Milano nel mese di maggio in occasione del Miff (Milano International Film Festival). Rincorre le principali mostre cinematografiche italiane, dopo Napoli sar  la volta di Venezia a settembre, Roma a ottobre e per terminare a Torino nel mese di novembre durante l’omonimo Film Festival.

Radpour gioca con l’obiettivo e con i suoi soggetti che divengono nel contempo oggetti di questo accelerato mondo tecnologico fatto di infinite e multiple realt . I personaggi sono colti in atteggiamenti e momenti diversi per creare una dinamica sequenza narrativa che sfrutta il confine sottile che c’è tra sogno e realt .

La fotografia è la trasgressione dell’artista che mette in luce aspetti del mondo del cinema, della moda, del teatro. L’artista lascia libero l’attore di esprimere la sua mimica facciale, di comunicare spontaneamente dando vita a un infinito gioco di segni, tracce e smorfie.

Scrive Martina Cavallarin nel testo critico: “…I personaggi rappresentati fanno parte di un mondo patinato, fascinoso, estremamente trendy e per questo spinto al parossismo, idolatrato e mitizzato. L’obiettivo di Radpour sembra determinare un momento di sospensione, di sbalzo, di straniamento, di perdita, di rumore o di eccessivo silenzio in quelle vite: Terry Gilliam tiene gli occhi serrati, Tinto Brass stringe tra le labbra un sigaro quasi volesse violentarlo, Nicolas Cage espone la faccia attraente tra bianco e nero, Abel Ferrara si nasconde il volto tra le mani, Carlos Sura è riflessivo e meditabondo, George A. Romero frappone le dita tra gli occhi e i voluminosi occhiali..”.

In alto, Nicolas Cage. In basso, da sinistra, Tinto Brass, George A. Romero e Terry Gilliam

Orari: tutti i giorni h. 9.30/19.30; dom/festivi h. 9.30/14.30; mar chiuso

www.film.it/surface

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