Alla Biennale di Venezia , nel Padiglione Italia con l’installazione “Imitazione di Cristo”. A Napoli con la mostra “Perla Pollina” (titolo strampalato prodotto da un programma di correzione automatica) che  Roberto Cuoghi inaugura domani, venerdì 26 maggio, alle 19, al Madre, in via Settembrini 79, uno dei  fulcri italiani dell’arte contemporanea internazionale.
Roberto Cuoghi sta rifinendo lui stesso in queste ore i particolari della retrospettiva  che  mette in  mostra  vent’anni della sua vicenda artistica, dove il corpo diventa vettore dell’opera. Contrariamemte alle sue  abitudini che spesso  lo vedono disertare le inaugurazioni, ha voluto esserci e sporcarsi le mani nel  vero senso  della parola, fino alla vigilia dell’evento.
Viene da Ginevra l’esposizione curata da Andrea Bellini e dal  direttore del Madre, Andrea Viliani, e  avrà come  terza tappa un altro luogo eccellente, il Kölnischer Kunstverein di Colonia. Turisti e napoletani potranno  vederla, nel  frattempo, nella sede partenopea,  fino al 28 settembre.
Classe 1974, Cuoghi, modenese di origine, è artista antisistema, acclamato dal sistema. Lui che dialoga con gli ultimi e non ama i potenti è uno degli artisti più appetibili nel circuito dell’arte globale. Mentre la sua  installazione veneziana affascina il pubblico in un  procedimento  corporeo di composizione e decomposizione, morte e rigenerazione,  nelle  sale del Madre, dal secondo piano, al piano terra e al mezzanino,  gli spettatori sarano invitati ad esplorare 70 opere circa del suo universo, “posseduto” dalla smisuratezza.

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Nelel foto, opere di Roberto Cuoghi in esposizione al Madre

Del resto, celebre è la sua trasformazione da giovane venticinquenne a  uomo sovrappeso di 67 anni. E ancora, leggendaria, all’alba della sua frequentazione all’Accademia di Brera, a Milano,  dove vive e lavora, il suo interesse a osservare la reazione della gente di  fronte alle proprie unghie intinte nell’inchiosto, lunghissime, per non averle  tagliate nell’arco di 12 mesi.
Così è Cuoghi. L’artista , che ha studi scientifici alle spalle, mette in mostra la metamorfosi della materia,  ma anche ritratti,  elaborazioni del mito, pittura, scultura, vita reinventata attraverso l’alchimia della mente e non solo.
Nel  ciclo delle  opere su carta, per esempio, intitolate Il Coccodeista (del 1997) emerge la sua visione  invertita e capovolta del mondo grazie  a occhiali con prismi al posto di lenti normali.
Ad aiutare i visitatori a capire ciò che  hanno visto o vedranno una  monografia (in vendita) dalla nera rilegatura, una specie di “mattoncino” di quasi cinquecento pagine, in inglese. Da sfogliare con la meraviglia dei  bambini  atterrati in un universo popolato da figure misteriose,  come la serie di riproduzioni del dio demone Pazuzu, nata dopo che Cuoghi ha studiato la lungua e i rituali assiri.

Roberto Cuoghi | ilmondodisuk.com
Il Museo di arte contemporanea Madre è fiero di questa  mostra. Mentre il direttore annuncia che alla fine dell’estate entrerà in azione una ragionata strategia, d’intesa con la Regione e altre realtà come il Museo di Capodimonte e  l’Archeologico di Napoli. Sperando che  i due attivi  e rivoluzionari superdirettori Bellenger e Giulierini restino ai loro posti, nonostante il Tar del Lazio abbia bocciato sei delle venti nomine disposte dal ministro Franceschini.
Per saperne di più
http://www.madrenapoli.it/