Il tram di Cristian Plana, regista cileno,  parte dal Mercadante di Napoli e andrà a Mil in Cile, con applausi beneauguranti di successo al Festival di Santiago. Plana alla guida, e, con lui, passeggeri attori Mascia Musy nel ruolo di Blanche, Giovanna Di Rauso in Stella, Massimiliano Gallo in Stanley, Antonello Cossia per Mitch, Antonella Romano Eunice, Mario Autore Pablo e giovanotto, Antonio De Rosa Steve.
Scene e costumi sono di Angela Venegas.  Cesare Accetta, nel disegnare le luci, rende l’impianto scenico familiare accogliente, suggestivo, ma anche più drammatico il racconto, aggiungendo la punteggiatura al cambio ritmato lento dei quadri. La Venegas, nella progettazione della scenografia, eliminando le quinte velocizza e rende unicità al racconto. Il pregio del suo operare è nell’aver diviso lo spazio scenico in senso orizzontale che, oltre a permettere una visione interno esterno, pone a confronto lo stile di vita della casa di Blanche e della sua vicina.
La prima è vittima succube della violenza del rozzo violento polacco mentre l’altra al primo gesto inumano si ribella e caccia chi ha osato mancarle di rispetto. Plana ha diretto La signorina Giulia di Strindberg nel 2015. Lo spettacolo, in prima assoluta il 30 alle ore 20,30, ha repliche fino al 11 dicembre.
Tra i più grandi successi teatrali e cinematografici americani della metà del ‘900, il dramma di Tennessee Williams, “Un tram che si chiama desiderio”, debuttò in teatro a Broadway nel 1947 con la regia di Elia Kazan, interpretato da Jessica Tandy e Marlon Brando, e poi al cinema nel 1951 diretto sempre da Elia Kazan, con lo stesso Marlon Brando e con Vivien Leigh nel ruolo di Blanche.
Nella trama si legge la violenza fisica, psicologica, sessuale dello psicolabile Stanley, che su la Blanche sottomessa provoca laceranti mortificazioni. Stella è la donna esuberante che esplode sessualmente per cancellare incubi e paure vissuti nella guerra del 1940. La regia pone in evidenzia il ruolo della donna nella società e nell’opera portata ina scena. Le donne parlano, pensano, soffrono, cercano il sesso, agiscono, si ribellano. I maschi gridano in modo animalesco e quando recitano il loro parlare si ode a stento perché è privo di interesse alcuno. Lo spettacolo ha ottima regia e attori temprati nei loro personaggi. Forse alcuni tagli  possono rendere il lavoro più veloce nel suo raccontare riducendo i 120 minuti.

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http://www.teatrostabilenapoli.it/