Rosaria Matarese con quasi 100 opere esposte al Pan Palazzo delle Arti di Napoli (via dei mille 60, Napoli) fino al prossimo 10 aprile racconta la storia di una delle tante donne napoletane protagoniste della cultura artistica politica sociale negli ultimi 50 anni. La mostra è a cura di Mario Franco con il patrocinio di Nino Daniele Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli. La scelta delle opere esposte è a tema dai tempi più remoti del percorso artistico dell’artista Matarese fino al suo recente operare dal “Polifemo” fino a “Rigorosa, ragionata, razionale apoteosi dello sberleffo” e “Madonna con Bambini”.
Opere che sanciscono l’appartenenza anagrafica alla cultura partenopea, alle sue origini greche, all’invenzione di una nuova forma di teatro non più fatto da dei ed eroi ma con popolani nelle Atellane e Pulcinella, con le donne napoletane fuori ai bassi o a passeggio con più figli.
Subito dopo l’Accademia di Belle Arti di Napoli col Maestro Giovanni Brancaccio, amante del figurativo, lei, ventenne, gi  nei primi anni del’60 si libera dalla pittura tradizionale fatta di tele e pennelli e cerca una sua identit  poetica usando materiali di recupero, ritagli di giornale, foto, poster, garze, spugne, bambù, legni e oggetti vari abbandonati anche sulle spiagge.
Materiali assemblati formano il linguaggio della giovane donna amante della cultura classica ma anche aggiornata e partecipe ai nuovi fermenti culturali sociali politici in cui Napoli si dimena per liberarsi dal despota Lauro, ex monarchico fascista sindaco dedito con altri imprenditori ed esponenti della malavita ai più turpi intrallazzi protagonista del deturpamento urbanistico e del patrimonio paesaggistico della citt  da ispirare “Mani sulla citt ” film di Francesco Rosi.

L’arte di Matarese rispecchia la cultura aulica e popolare della citt  tra sacro e profano, eros e religione, miti ex voto simboli, illusioni e delusioni, mescolati in un arcipelago di vari temi
denuncia di ogni guerra, torture nelle carceri, traffico di organi di bambini, prevaricazione di ogni essere umano sull’altro, il ridicolo dei tabù, l’ossessivo consumismo, le mode e gli allineamenti culturali, la violenza e le ambiguit , soggetti sacri letti in chiave laica che denunciano drammi dell’umanit , lo studio della storia dell’arte. In ogni opera è presente l’uomo.
Bambole, teste di manichini, maschere, ampie finte finestre, specchi, brandelli di stoffa recuperati ricuciti, oggetti abbandonati, danno vita a strutture-spettacolo e rendono il fruitore attore protagonista della stessa opera. La sua personale a Genova nel 1968 fu da Luciano Caruso definita “un teatro che attende gli attori”. In una conversazione con Maria Corbi, nel ricordare il suo copioso percorso artistico Matarese cita la “Roue perptuelle” cilindro di due metri di diametro con motore di una vecchia lavatrice che faceva girare la struttura in cui il visitatore si trovava rinchiuso in uno spazio “preoccupante” e “La camera per amare”, 3×3 metri, con materasso bianco per pavimento alla “Galleria 1+1” di Padova.

Su Linea Sud scriveva nel 1965 “La struttura spettacolo è la condizione prima per l’operazione e la fruizione delle mie opere per leggerne le diverse possibilit  strutturali,
costringo il fruitore a prendervi parte soprattutto fisicamente, sollecitando cos una provocazione tattile nella fruizione”. Nelle sue opere di legge il coraggio di sperimentare. Lei ha osato con altri suoi coetanei studenti dell’Accademia, definita da Paolo Ricci “un tempio tibetano chiuso alla vita della citt  e al dibattito politico”, a fuggire dal passato per cercare la propria personalit  artistica in un periodo buio privo di gallerie e centri culturali. Il catalogo, pp,128 ed. Marchese, pregevole nella grafica, è un libro di storia dell’arte con scritti di Daniele, Franco, Mario Persico, Jean-Nol Schifano, Maria e Vitaliano Corbi, Lidia Curti, Ugo Piscopo, Baino, Mimmo Grasso, Stelio Martini, Iain Chambers, Gabriele Frasca, Dario Giugliano. Immobiliare Santandrea ha contribuito all’evento curato da Chiara Reale.

Per saperne di più
www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16592

Nelle foto, tre opere di Rosaria Matarese