Si inaugura al Pan oggi (17 maggio, alle 17.30)la mostra Memory, International Contemporary Sculpture collettiva di dieci artisti provenienti da Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Finlandia, Stati Uniti, che interpretano, ciascuno secondo la propria cifra stilistica, il tema della memoria. La mostra arriva a Napoli grazie al legame tra Ian Rosenfeld, gallerista, fotografo e film maker e la galleria partenopea Napoli Nobilissima, di cui dal 2007 è responsabile per i progetti internazionali. E proprio insieme a Dario Porcini, figlio del fondatore della galleria, Rosenfeld ha aperto a Londra lo spazio Rosenfeld-Porcini, che ha ospitato la stessa rassegna nel 2011.

In mostra l’umorismo dello scultore tedesco Andreas Blank che lavora le materie classiche della scultura, come l’alabastro e la pietra arenaria ma con un modus operandi puramente contemporaneo; la finlandese Kaarina Kaikkonen, crea le sue opere riutilizzando vecchi vestiti, in ognuno dei quali ancora si respira il vissuto delle persone che li hanno indossati;quella della spagnola Mar Arza è un’ indagine filosofica sull’inesorabilit  del tempo e l’impossibilit  della permanenza; ed ancora Rossana Zaera, anche lei spagnola, per la quale il letto è il nostro inizio, ma anche la fine, emblema della fragilit  dell’esistenza. Nicola Samori e l’inglese Steve Goddard, lavorano entrambi sulla figura umana. Goddard nelle sue creazioni adopera fibre, corda, stoffa e pittura, reinterpreta con queste, personaggi realmente vissuti; Samori utilizzando la cera, attua una riflessione esistenziale che non perde la memoria della tradizione scultorea della figura umana. Sia Leonardo Drew, sia Roberto Almagno usano il legno Almagno raccogliendolo nei boschi fuori della sua citt  natale (Roma), e realizzando opere di grande perfezione formale, sua è la memoria di un bosco sognato, mai reale; mentre Leonardo Drew nei suoi assemblaggi lignei parla di noi e della nostra esistenza e le sue opere rimandano al ciclo della vita nascita, morte e rinascita.
Piena di mistero ed enigmatica, l’opera dell’artista tedesca Silvia Hatzl, ruota intorno al concetto di transitoriet , con le sue manipolazioni di tessuti, allude alla vita ed alla morte in termini poetici e coraggiosi. Infine Spazio Visivo, duo artistico formato dallo scultore, Paolo Cavinato ed il compositore Stefano Trevisi, con la loro opera Icona, raccontano della memoria della citt  di Berlino che sta progressivamente scomparendo come se fosse inghiottita dal mondo contemporaneo la loro installazione è costituita da 60 scatole, ciascuna delle quali contiene una vecchia foto, una traccia di carta da parato, strati di pittura accompagnati dalla colonna sonora di musica e suoni della citt . La mostra sar  visitabile fino al 10 giugno ed è promossa dal Comune di Napoli.

nella foto, in alto, un’opera di Kaarina Kaikkonen. In basso, un lavoro di Nicola Samori