“Ecco la bellezza della vita!” il protagonista assoluto di Andrea Chnier, in questi giorni in scena al San Carlo, è proprio lui, “del mondo anima e vita”, è l’Amore. Opera magistralmente condotta da un Nello Santi più che ottantenne e profondo conoscitore della partitura, che sa esplorare in ogni sua latebra, meritando convinti apprezzamenti del pubblico e dell’orchestra, il capolavoro di Umberto Giordano mancava da molto al San Carlo, dove aveva debuttato nel 1897, un anno dopo la prima scaligera.
Scene e costumi rispettivamente firmate da Paolo Bregni e Luisa Spinatelli, sfarzosi e curatissimi si sposano felicemente con la regia accattivante, saldamente legata alla tradizione, forse anche troppo, curata da Lamberto Puggeli, di recente scomparso, ripresa da Salvo Piro.
La vicenda d’amore tra il poeta e la bella Maddalena si consuma sullo sfondo della Rivoluzione francese, fino all’epilogo a effetto, in cui la donna si sostituisce a un’altra condannata, alla quale regala la vita per sacrificarsi insieme con il suo Andrea (“Viva la morte insiem”). Che dire delle voci? Antonello Palombi ce l’ha messa tutta, con ottimi risultati, anche se la sua presenza scenica non è pari alla superba vocalit , seppure a tratti “muscolare” e spavalda. Nel ruolo di Maddalena, Oksana Dyka ha puntato, invece, sugli effetti drammatici, forse per compensare certa spigolosit  del timbro, per fortuna ben celata; all’altezza della prova il baritono, Sergey Murzaev nel ruolo dell’accusatore Carlo Grard. Ottima l’orchestra, meno buono del solito il Coro, diretto da Marco Faelli. Impeccabili i Solisti del Corpo di Ballo e degli allievi della Scuola.
Per nulla condivisa dal pubblico l’idea di diluire due ore di spettacolo in tre ore e venti di durata complessiva, con un estenuante singhiozzo della rappresentazione per gli innumerevoli e inutili intervalli.

In replica fino al 29 gennaio

Per saperne di più
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Nelle foto, un momento del primo atto di Andrea Chnier e la serata organizzata dal San Carlo per rendere omaggio alle vittime dei terroristi negli attentati di Parigi. Invitati sul palco a rendere la loro testimonianza, il console di Francia, Christian Thimonier con gli scrittori Jean-Nol Schifano (che ha mostrato un cartello con la scritta Je suis Naples, manifestando, ancora una volta il suo amore per la citt  che gli ha conferito la cittadinanza onoraria) e Philippe Vilain