“L’Universit  Suor Orsola Benincasa spiega Massimiliano Marazzi, coordinatore del settore archeologico del corso di laurea in conservazione dei beni culturali ha deciso di anticipare i tempi della riforma in atto, ormai pronta al varo definitivo, e di aggiornare gi  da quest’anno i propri corsi di studio dell’intero settore della conservazione dei beni culturali”.

Ieri, nell’ateneo napoletano di corso Vittorio Emanuele si è svolta la presentazione delle riforme dell’offerta formativa nel settore dell’archeologia. Sono stati elaborati due nuovi piani di studio: uno "applicativo" e l’altro "filologico". Entrambi intendono fornire agli studenti una solida preparazione di base nel settore delle scienze umane, con particolare attenzione per le discipline dedicate allo studio delle antiche civilt .

Nel caso dell’itinerario “archeologico-applicativo” le materie previste e gli approfondimenti sono indirizzati a quanti vogliano intraprendere un’attivit  di archeologo a tutto tondo "sul campo", mentre nel caso dell’itinerario ‘archeologico-filologico’ la preparazione è più orientata all’acquisizione di conoscenze e crediti utili all’insegnamento delle materie classiche nelle scuole.

Componenti essenziali della formazione risultano l’apprendimento di almeno un’altra lingua europea oltre l’italiano e la conoscenza dei principali programmi informatici in uso. Un ruolo di grande importanza è conferito anche alla conoscenza e alla padronanza degli aspetti giuridici e istituzionali relativi alla gestione, alla conservazione e al restauro del notevole patrimonio trasmessoci dall’antichit . A tal fine sono previsti incontri e collaborazioni (sottoforma di tirocini) con l’imprenditoria impegnata nel settore della salvaguardia del patrimonio archeologico.

Punto di forza del corso, evidenzia Marazzi "è il grande spazio dedicato alla formazione sul campo. Durante il corso di studio del settore archeologico c’è un lungo percorso dedicato ad attivit  di ricerca e esperienze pratiche formative nell’ambito dei laboratori e dei cantieri didattici di scavo appositamente predisposti".

Il Suor Orsola Benincasa svolge infatti da anni indagini archeologiche in moltissimi siti della Campania: come il cantiere di Pompei, presso una delle dimore più lussuose della citt , e quelli, sempre vesuviani, di Pollena Trocchia e di Somma Vesuviana, a contatto con uno straordinario edificio di et  imperiale, la Villa di Augusto; poi quelli medievali del Ponte della Lavandaia e del Convento di S. Francesco a Folloni a Montella (Av), il cantiere del villaggio fortificato medievale di Rupe Canina a Sant’Angelo di Alife (Ce) e quello ‘miceneo’ sull’isola di Vivara (Na), che con l’insediamento protostorico e il suo porto oggi sommerso ci ricollega agli albori dei rapporti tra i Greci e l’Italia. Ma non mancano i siti archeologici dislocati sul territorio nazionale e internazionale, dove il Suor Orsola è stato chiamato dalle diverse amministrazioni locali grazie alle competenze specifiche acquisite negli anni. Come i cantieri del villaggio capannicolo di Mursia a Pantelleria (Tp).

Sul sito www.unisob.na.it/lettere si possono scaricare gratuitamente due guide complete dedicate rispettivamente alla didattica e ai nuovi programmi dei corsi, e a tutti i cantieri archeologici attivi per gli studenti a cominciare da quest’anno.

In alto, Massimiliano Marazzi, direttore del centro euromediterraneo per i beni culturali e cordinatore del settore archeologico del corso di laurea in conservazione dei beni culturali. In basso, alcuni studenti dei corsi di laurea del settore archeologico al lavoro nel cantiere di scavo dell’isola di Pantelleria, uno dei tanti cantieri di scavo del Suor Orsola dislocati su tutto il territorio nazionale

Guarda il video dei laboratori di restauro del Suor Orsola
www.youtube.com/watch?v=SnAosGJwzH0