L’orchestra viovanile Napolinova sar  in concerto venerd 19 febbraio alle 19 nella Sala Vasari del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi di Napoli, sabato 20, alle 19,30 nella Chiesa della SS. Annunziata di Salerno, domenica 21 ore 19 al Teatro Don Bosco di Caserta. In programma “Il genio di Mozart tra sinfonie e concerti” con Francesco Bossone direttore solista di fagotto dell’Orchestra di Santa Cecilia dal 1985, collabora col M Abbado.
Napolinova, orchestra di giovani, (in foto), composta da violini, viole, violoncelli, fagott, flauti, nasce nel 2014 su idea di Alfredo de Pascale, direttore artistico, con la direzione di Mariano Patti. Ha gi  nel suo copioso curriculum partecipazioni a Festival e Concerti in Italia e all’estero. I giovani, provenienti da alcune citt  italiane, hanno manifestato il loro talento e arricchito le loro esperienze suonando con direttori di fama mondiale Alexander Korsantia, Eduardo Delgrado, Maurizio Moretti, Antonio Pompa Baldi.
Per la loro prima stagione musicale hanno scelto la Campania. Prima esibizione è a Napoli, citt  dalle antiche tradizioni musicali e teatrali sede di prestigiosi Conservatori e di Scuole di Musica gi  dalla fine del XVI secolo, meta obbligatoria per studiare di ogni musicista europeo fino al Novecento. Nella storia di Napoli, citt  dominata da sempre da stranieri, si evidenzia il popolo, dotato di orgoglio e di un protagonismo indomito, che cerca con slanci di ogni ceto la rinascita sociale nelle arti e in ogni altra forma culturale oppure con le armi proprio nei momenti di maggiore tragedia.
Nel’500 i conservatori sorgono come orfanotrofi quando la citt  boccheggia in una povert  drammatica, nei quattro rioni più popolosi come istituti della misericordia per raccogliere e salvare dalla perdizione centinaia di piccoli poveri infelici, figli della strada che alimenta disperazione, delinquenza e prostituzione. Sono il Santa Maria di Loreto, il Sant’Onofrio a Porta Capuana, i Poveri di Gesù Cristo, e la Piet  dei Turchini. Si trasformano, nella prima met  del Seicento, in vere e proprie scuole di musica per compositori strumentisti e canto per i giovani castrati, lavoro sicuro in risposta alla richiesta di regnanti e nobili in Europa.
Dopo la Rivoluzione del 1799, resta attivo quello della Piet  dei Turchini che Murat trasferisce nel Convento di San Sebastiano. Ferdinando II, nel 1826 apre alla cultura musicale dei napoletani l’imponente struttura del Convento dei Padri Celestini, sede del Conservatorio di San Pietro a Majella, da cui nasce la gloriosa Scuola pianistica napoletana. Altro faro della storia della musica a Napoli è il San Carlo, 1737, il primo e il più grande in Europa, che ancora oggi attrae musicisti cantanti ballerini stranieri come nel Gran Tour.
Ogni orchestra ha personalit  ben distinte. Si esibiscono in concerti da sogno con melodie talmente raffinate e sensuali da far emozionare. La loro tecnica eccezionale resa invisibile viene a galla tra un pezzo e l’altro. Ogni strumento, prolungamento sonoro dell’anima, crea magiche misteriose visioni colorate che accentuano attenzione nel silenzio per l’ascolto di suoni simili a parole appena sussurrate ad un amante o sono vibrazioni di sottile pioggia su prati o di acqua di un ruscello che si poggia su quella che la precede sfiorando sassi e rocce. La musica, presente nel dna dei napoletani, non è uno svago ma passione oggi recepita da scuole come l’Associazione Alessandro Scarlatti, “Sanit  Ensemble”, “Scalzabanda”, Centro Musica Antica Piet  de’Turchini che investono su ragazzi di ogni et  con gli scopi del’700.
La passione per la musica nasce in tenera et . Suonare e riuscire a mettere in modo naturale le note una dopo l’altra diventa un gioco che divertendo fa sognare di diventare musicista. In Giappone studiano nelle scuole primarie musica e canto delle liriche italiane, le melodie napoletane e i canti popolari perch ritengono Napoli scuola meravigliosa di musica e di bel canto che ha catalizzato i migliori compositori ed esecutori nell’600 e 700.
La musica con sette note che fondendosi tra loro sviluppano una gamma infinita è arte che accomuna i popoli. Trascina, emoziona, crea partecipazione corale, elimina la distanza tra palcoscenico e platea. Musica e canto sono nella Natura in varie forme tutte spontanee il vento usa l’albero per emettere suoni, mare e fiume cantano e suonano con le onde, gli uccelli cantano orchestrando volando in stormi, pioggia grandine tamburellano sul selciato.
Napolinova suoner  nella Sala Vasari, antica Cappella all’interno di un Monumento di arte storia cultura meta gi  nel XV secolo di artisti letterati poeti provenienti da altre citt  d’Italia. La chiesa, sorta nel 1411, ai tempi di re Ladislao fu in seguito sede religiosa con frati Olivetani fiorentini di San Miniato di una comunit  lombarda presente in citt . Fu ampliata da Alfonso d’Aragona con un convento che si estendeva fino a via del Chiostro, quattro chiostri, vasti giardini, biblioteca e foresteria che ospitò Tasso mentre scriveva il suo poema immortale.
Oltre a Giorgio Vasari hanno operato Benedetto da Majano, Girolamo Santacroce, Giovanni da Nola, Baldassare Aldovisi, Pinturicchio, Antonio Rossellino, Matteo del Pollaiolo, Domenico Fontana, Piero della Francesca con l’affresco dell’Annunciazione. Il Complesso è uno scrigno di alcune pagine della storia politica e civile di Napoli con tombe e cappelle di personaggi della nobilt  e delle arti che hanno operato e vissuto in citt . Nella parte occupata ora dal Comando dei carabinieri, Carlo III istituisce nel 1741 un Tribunale con magistrati religiosi e laici per non avere in citt  il famigerato Tribunale dell’Inquisizione.
Prossimo appuntamento con “La sinfonia da classica a romantica”, direttore Mariano Patti a marzo il 12 a Salerno, il 13 a Napoli, il 18 a Caserta. In aprile venerd 8 a Caserta, il 9 a Salerno, 10 a Napoli “Viaggio nella musica da Vivaldi a Gershwin” con Felice Cusano direttore. Ascoltare musica classica dal vivo di autori che hanno studiato o insegnato a Napoli in uno spazio storico culturale ricco di arte raffinata è occasione da non perdere.

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