Secondo appuntamento all’universit  con l’artista di San Giorgio a Cremano. Si terr  mercoled 18 marzo (ore 14.30-16.30, Dipartimento di Studi Umanistici Universit  di Napoli Federico II, aula 342, via Porta Di Massa) la lezione, dedicatagli da Vincenzo Caputo. Il ciclo («Sono uno a leggere, loro milioni a scrivere». Massimo Troisi 1994-2015) si inserisce all’interno dell’ampia offerta didattica legata al master di II livello in “Drammaturgia e cinematografia. Critica, scrittura per la scena e storia” della Federico II, coordinato da Pasquale Sabbatino.

Al centro dell’attenzione critica ci saranno i “mini atti unici” del trio Arena-Decaro-Troisi e il ruolo, come interprete e scrittore, di quest’ultimo all’interno di questa produzione. Attraverso la visione delle rappresentazioni, si analizzeranno nello specifico i monologhi, dove Troisi da solo in scena riesce a mostrare tutta la propria bravura di attore. Una specifica attenzione sar , inoltre, riservata al cinema. Si prender  in considerazione la famosa scena tratta da Non ci resta che piangere di Troisi e Benigni (1984, in foto una scena), film che proprio in questi giorni è stato riproposto nelle sale cinematografiche in una versione restaurata.
In particolare sar  messo a fuocolo scambio di battute tra il bidello Mario, che cerca inutilmente di insegnare a Leonardo da Vinci il gioco della scopa, e il genio rinascimentale, che non riesce proprio a metabolizzarne le regole.E’ il trionfo del paradosso il primo si mostra insegnante e il genio, invece, stupido. Il rovesciamento dei ruoli è, in realt , spesso legato proprio al gioco della scopa.
Qualche anno prima, rispetto al film del duo Troisi-Benigni, la scopa era stata al centro di un altro divertente episodio cinematografico relativo al film Giuramento con Mario Merola (1982, regia di Alfonso Brescia). In tal caso la scena della partita a carte tra Salvatore (Mario Merola) e un fantomatico personaggio (Ernesto Maiè), che poi si scoprir  essere il Re della scopa, si trasforma nello scontro tra un personaggio grosso e borioso (Merola-Salvatore), sicuro della vincita, e un personaggio basso e sornione, il quale sommer  un numero impressionante di scope prima di manifestarsi come un vero e proprio re del gioco.

Grazie a questi riferimenti è possibile evidenziare il clima culturale napoletano degli anni Ottanta, su cui trionfa la novit  e modernit  della comicit  troisiana. L’obiettivo del ciclo di lezioni è quello di mostrare l’immagine inedita di un Troisi vivo e prolifico.