Stamane nella Sala Villani dell’Universit  degli Studi Suor Orsola Benincasa il punto sullo stadio dei lavori di restauro degli arredi dello Studio Murat nel Palazzo Reale di Napoli. La parola è stata affidata soprattutto agli alllievi del corso di laurea in Diagnostica e restauro della facolt  di lettere del Suor Orsola in quanto la loro partecipazione all’iniziativa ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento dei risultati conseguiti ad horas. All’incontro, Francesco De Sanctis, Rettore del Suor Orsola, Emma Giammattei, Preside della facolt  di Lettere, e Stufano Ghizzi, soprintendente per i beni archeologici, paesaggistici, storici, artistici e Eenoantropologici per Napoli e Provincia. Tra gli altri relatori, Gina Carla Ascione, Silvano Saccone, Giancarlo Faticati, Daria Catello e Anna Adele Aprile.
Nell’ambito di questo intervento di manutenzione straordinario, il cantiere di restauro all’interno del percorso espositivo dell’appartamento Reale è stato progettato e allestito dopo una fase di preliminare di analisi e studio coordinata dai restauratori della Soprintendenza, da Giancarlo Faticati da Daria Catello e da Anna Adele Aprile, che hanno offerto il loro prezioso apporto di addetti ai lavori.Gli interventi di restauro hanno interessato gli arredi, opera dell’ebanista tedesco Adam Weisweiler, gli ottoni dorati, realizzati da da Pierre Philippe Thomire e applicati ai mobili, infine le porte dipinte.
Lo studio di Giocchino Murat è gioiello in stile impero incastonato nelle stanze dell’appartamento reale e testimonia l’amore per l’arte del sovrano e della moglie Carolina, che si prodigarono per far giungere nella capitale del regno mobili, quadri e porcellane da Parigi. L’eleganza degli arredi incontrò anche il gusto di Ferdinando di Borbone, che dopo la Restaurazioneli li preservò per poi integrarli con gli abbellimenti e i manufatti successivi. Da segnalare la sala XIII, oggi detta “studio di Umberto I”, tra i mobili un scretaire, un bureau plan en suite, e un comode e come pezzi di arredo i lampadari, le appliques, la calamariera con l’aquila imperiale, il barometro entro cassa di mogano firmato Chevallier e l’orologio a cassa a firma Bailly, tutti di epoca napoleonica. La partecipazione degli allievi del corso di restauro si situa in una serie di iniziative e di progetti che l’Universit  Suor Orsola da anni porta avanti per favorire la crescita umana e professionale dei suoi studenti allo scopo di accrescerne le competenze in vista di un migliore inserimento nel mondo del lavoro.
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In foto, Gioacchino Murat