Amanda Sandrelli al Festival di Ravello. Stasera alle 21.15 per una serata di beneficenza a sostegno di Gold for Kids, il progetto di oncologia pediatrica della Fondazione Umberto Veronesi, arriva lo spettacolo che l’attrice sta portando in scena con raffinata sensibilit  per sostenere le attivit  di ricerca e cura sui tumori infantile.
“Oscar e la dama in rosa” è la pièce in scena, tratta dall’omonimo romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt (edito in Italia da Rizzoli), che racconta di un bambino malato terminale in dialogo con la nonna e con Dio. Gocce di speranza di un piccolo eroe del quotidiano che combatte contro la leucemia.
I ragionamenti del piccolo Oscar sono ingenui ma pieni di significato e costringono chi li ascolta a impegnarsi in una serie di riflessioni difficili da affrontare ma benefici per la mente. Hanno tentato di salvarlo con un trapianto di midollo ma l’operazione non è riuscita e lui è diventato un "cattivo malato".
Cattivo perch tutti – i genitori, i medici, gli amici del reparto – si aspettavano che guarisse e ora sono arrabbiati con lui. Tutti, meno nonna Rosa, una anziana volontaria che sembra trovare il modo per smontare la rabbia del bambino e trasformare quell’energia negativa in qualcosa di buono. “Scrivi a Dio. – gli suggerisce Raccontagli quello che ti succede, quello che pensi, quello che ti piace e quello che non ti piace. Facciamo finta che ogni giorno passato in ospedale valga come dieci anni vissuti nel mondo. Oggi è il 20 dicembre entro la fine dell’anno avrai la bella et  di 120 anni”.
Oscar sta al gioco e comincia la sua corrispondenza con Dio. Ha tante cose da raccontargli e da chiedergli… Accompagna il monologo della Sandrelli (in foto), la musica di Giacomo Scaramuzza, liberamente tratta dallo Schiaccianoci di Tchaikovsky ed eseguita dal vivo da Giovanni Mareggini (flauto), Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica), Giampaolo Bandini (chitarra) e Federico Marchesano (contrabbasso). Le melodie sono parte integrante di uno spettacolo che trova nell’intreccio tra parole e note il suo tratto più caratteristico. La regia è firmata da Lorenzo Gioielli.

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