“Una serata fra amici con l’Africa nel cuore” è questo il titolo del grande spettacolo che sar  ospitato sabato 15 novembre alle 18.30 nell’aula magna del Nuovo Policlinico di Napol (via Sergio Pansini 5) i con l’obiettivo di raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale nel Benin. Un palco, oltre venti artisti – tra cui Massimo Ferrante, Francesco Sansalone, il Gruppo Etnico Mediterraneo e gli africani Mbessou insieme a Ngevel Senegal – e un pubblico composto da tutti quelli che hanno ancora a cuore il destino dei paesi in via di sviluppo, dove povert  e conflitti hanno lasciato in ginocchio intere popolazioni. Mentre la crisi finanziaria mette in discussione un certo sistema economico che ha giocato a lungo con numeri talmente alti da sembrare virtuali, ci ritroviamo a riflettere sull’indispensabile e il superfluo, spesso dimenticando che in qualche parte del mondo si muore ancora di fame o di malattie che nell’Occidente ricco si curano in farmacia. Non c’è bisogno di essere cattolici per capire che è meglio insegnare a pescare al povero piuttosto che regalargli del pesce ed è proprio il trasmettere sapere e creare infrastrutture l’obiettivo delle tante iniziative promosse dalle Missioni Camilliane che possono contare sul supporto di chi in silenzio ritaglia ogni anno un po’ di tempo e risorse da destinare a chi è in difficolt .
E’ il caso di Enrico Di Salvo, ordinario di chirurgia generale, direttore del centro interuniversitario di ricerca bioetica e anima dell’iniziativa “Ho sempre pensato che un medico non potesse limitarsi a curare il Nord ricco del mondo. Nella mia vita ho avuto la possibilit  di fare carriera ma non ho mai smesso di credere che nasciamo nudi e nudi ce ne andiamo, che i soldi non sono un fine ma uno strumento”. E’ per questo che dal 1995 va almeno una volta all’anno in un paese povero dove non si limita a curare le persone ma si preoccupa anche di insegnare, trasmettere ai locali la scienza medica, supportando sul campo iniziative e progetti di padre Antonio Busiello e le Missioni Camilliane trent’anni attive in Africa. E se per Di Salvo la fede cristiana è spinta ulteriore a fare del bene, la sua esperienza gli ha dimostrato come “la solidariet  vada al di l  del credo religioso”. E aggiunge “In tutti questi anni ho incontrato persone di fedi diverse, talvolta anche atee che non si sono risparmiate nell’aiutarci”.
Ognuno fa la sua parte, sul campo cos come sul palco lo spettacolo è una concentrazione delle forze dei tanti che in citt  sono pronti a offrire un sostegno, da quello pratico di chi si offre di organizzare la logistica a quello economico dato quest’anno dalla Banca Popolare di Sviluppo. Appunto al 15 novembre il biglietto di ingresso è a sottoscrizione libera, per aderire si può contattare l’organizzazione all’indirizzo pasqualina.recano@unina.it.

Massimo Ferrante e i suoni del Sud

Tra i protagonisti dello spettacolo organizzato al secondo policlinico, c’è Massimo Ferrante, musicista calabrese di nascita ma napoletano di lunga adozione che da sempre sperimenta i suoni proprio del sud, non solo d’Italia ma del mondo, promuovendo la riscoperta della cultura e della storia del Meridione. “E’ un piacere contribuire a una manifestazione di questo genere spiega – e sono stato contento di partecipare non solo con la mia performance ma anche con un contributo organizzativo e creativo”. Sul palco si alterneranno l’uno dopo l’altro gli artisti, in un gioco di squadra che parte gi  dietro le quinte “Ho voluto dare il mio apporto anche in fase di preparazione offrendo la mia esperienza e chiamando a suonare i Ngevel Senegal , ho pensato che in un concerto per l’Africa non potesse mancare una rappresentanza della musica del territorio” . Sul palco con quattro brani che nascono nel repertorio popolare del Sud Italia interpretati con una veste nuova, “con la possibilit  di contribuire a qualcosa di importante e sostenere chi opera sul campo concretamente e senza risparmiarsi”.

Nelle foto, dall’alto, una bimba africana in uno scatto firmato Enrico Di Salvo e l’artista Massimo Ferrante