Allestirlo o non allestirlo? Questo il problema che si è posto Oscar De Summa (regista e interprete) per il suo “Amleto a pranzo e a cena”. E lo spiega apertamente al pubblico poco prima di andare in scena, perch “Proprio quest’anno… in teatro siamo pieni di Amleto”.

E dunque, se la risposta all’annoso problema è “allestirlo”, si deve cercare una via originale. E cos, De Summa, accompagnato da una “piccola e sgangherata compagnia di attori”, porta sul palco il dietro le quinte, il lavoro di messa in scena del testo.

Il testo shakespeariano fa da collante a una serie di vicende che mostrano, con fine ironia, come si fa il teatro. Il risultato è esilarante, con da un lato il linguaggio perfetto e ricercato del bardo inglese, dall’altro il linguaggio comune. Gli attori in scena si chiamano con i loro nomi di battesimo, De Summa interpreta (anche) ruoli femminili senza preoccuparsi di radere (preventivamente) la barba, il celeberrimo monologo “essere o non essere” si trasforma in un rap.

Scenografia essenziale e musiche suonate dagli stessi attori con una tastiera posta sul palco, completano il quadro.

L’idea di De Summa è portare il teatro alla gente e la gente a teatro. Compito perfettamente riuscito a giudicare dalla sala piena e da un pubblico che, a fine spettacolo, si divertiva a ricordare le battute ascoltate poco prima.

Prossimo appuntamento con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli (via Montecalvario 16), domani (mercoled 3 febbraio, ore 21), con la prima assoluta dei Pennelli di Vermeer in La sacra famiglia, tragicommedia musicale in tre atti di Pasquale Sorrentino.
A dar vita allo spettacolo, presentato da Edizioni Musicali La Canzonetta e Vesuvio, saranno Raffaele Polimeno (piano e tastiere), Stefania Aprea (voce), Pasquale Sorrentino(voce e basso elettrico), Valentina Bruno (voce), Marco Sorrentino (voce e batteria).

In alto, da sinistra, Oscar De Summa e Armando Iovino. In basso, da sinistra, Angelo Romagnoli e Roberto Rusticoni. Foto di Rolando Paolo Guerzoni