Una mattina come le altre. Dal grembo della storia Porta Capuana, dove abita, a Chiaia, in viale Maria Cristina di Savoia, strada di un quartiere dal ritmo borghese. Sono appena le sei e mezza. Comincia il suo giro , con carrello, scopa e fede incrollabile. Lui ci crede: la metropoli sporca e cattiva, sua Maest  mondiale dell’emergenza spazzatura, alla fine si salver  dalla figuraccia internazionale e da un futuro oscurato dall’inefficienza maleodorante. Ne è autenticamente convinto e non si scoraggia mai. Su ogni cestino che incontra, lascia il segnale di una granitica speranza. In un biglietto: “Si Napole vuò bene, miette in pratica e nun jett  niente n’terra. Dio vi benedica. Antonio, il vostro operatore ecologico. Grazie”.
CADUTA MORTALE
Da trent’anni attraversa le strade di Napoli per pulirla. Venti, come addetto del Comune, dieci da dipendente dell’Asa. Lo conoscono e lo apprezzano in molti, nella zona che gli è stata assegnata. Antonio Capasso, immagine talmente rara per “il paese della monnezza”che due giornalisti tedeschi in visita partenopea, un uomo e una donna che parla italiano, lo riprendono con la telecamera. Ma di quel servizio giornalistico non ha saputo più nulla. Gli piacerebbe, però, recuperarne le tracce. Lo dice mentre mostra un trafiletto del Giornale di Sicilia che porta con s insieme a un piccolo album di foto cittadine e della sua famiglia. ” Vede- spiega- Non si può morire cos. C’è chi ama i cani, ma non le persone e lascia la cacca dei loro piccoli o grandi amici per terra. Quel poveretto è scivolato, ha sbattuto la testa a terra ed è morto dopo il ricovero in ospedale per due settimane”.
E, allora, quando per terra ne vede una la solleva pensando che ha eliminato un danno possibile e forse irreversibile.
PACE INFINITA
La sua vita è cambiata all’inizio degli anni novanta. Quando, dopo un viavai da un medico all’altro, con la moglie gravemente ammalata, annientato dalla disperazione e, imbottigliato nel traffico in auto con il fratello, si affida alla preghiera: ” Signore, se tu esisti, entra nei miei giorni, abbi piet  di me”. Una pace infinita gli inonda il cuore, rafforzata nella preghiere in famiglia. Assunta recupera le forze e supera la sofferenza. Il buio si trasforma in luce. Antonio trova finalmente la tranquillit , fa meno del fumo e non gioca più al lotto.
GOCCE DI BUONSENSO
L’amore per la propria citt  lo insegna anche ai nipotini. E continua a mostrarlo ai passanti, anche ai più indifferenti. E’ riuscito a farsi ascoltare anche dai più ricalcitranti. Nella piazzetta di sant’Arcangelo a Baiano, nel ventre di Forcella, qualche tempo fa, ha messo fondi di bottiglia in plastica con una richiesta scritta: Per piacere raccogliete qui le siringhe qui per non fare del male ai bambini. E li ha poi svuotati, pieni di aghi.
Stessa storia con i mozziconi. Prima che l’azienda urbana dei rifiuti dotasse i contenitori per la carta di ceneriere da marciapiede, lui affiancava, ai cassonetti, taniche con una finestra sopra, invitando i fumatori a buttarvi le cicche. E avverte: “quelli che gettano dalla finestra le sigarette ancora accese dovrebbero imparare a essere un po’ più civili. Più di una volta mi son o scansato in tempo”. L’ultima goccia di buonsenso prima di tornare a casa, finito il turno.

Nelle foto, uno dei messaggi di Antonio Capasso e l’uomo a lavoro

Il video
www.youtube.com/watch?v=4bI1W54cJbk