Egitto Napoli. Dall’Oriente, terza tappa del progetto “Egitto Pompei”, presenta in mostra al Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fino al 2 ottobre 2016, alcune pregevoli testimonianze, trovate solo in Campania, del culto di Iside nella regione e di altre religioni orientali con le quali Napoli, citt  e porto più frequentati in epoca greca e romana dai popoli del bacino del Mediterraneo, definito Mare nostrum, e i latini vennero a contatto.
La mostra, allestita al secondo piano del Museo da Luigi di Vito, è stata presentata alla stampa da Paolo Giulierini, direttore del Mann, e da Valeria Sampaolo, curatrice in collaborazione con il comitato scientifico costituito da Giulierini, Christian Greco, Massimo Osanna, sotto il gazebo nel giardino di destra all’ingresso. L’apertura della sala dei culti orientali segna la seconda tappa del primo anno di mandato. Tutti i gioved sera negli splendidi giardini recuperati, fino al 30 settembre, prosegue il Fuori mostra di Mito e Natura (dalle ore 19 alle 23 al costo di 2 euro).
Fervono i lavori per la riapertura della sezione egizia ed epigrafica l’8 ottobre. Il tutto mentre il museo mette in linea il nuovo sito internet e presenta il suo piano strategico di ampliamenti interni, attivit  e mostre per i prossimi anni. In questi ultimi mesi si è registrata un’affluenza di visitatori, studenti, italiani, stranieri, superiore al 15%.In ottobre sar  pubblicato un fumetto per bambini sull’antico Egitto.
La riapertura della sezione egiziana fanno tornare esposti oltre 1200 oggetti che renderanno il Mann una delle più importanti Collezioni Egizie d’Italia. Electa pubblicher  una guida dedicata alla visita della sezione egizia. Dopo “il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto nel mondo romano” fino al 4 settembre al Museo Egizio di Torino, “Egitto a Pompei” fino al 2 novembre alla Palestra Grande di Pompei, il Mann espone oggetti di uso quotidiano, lucerne, piccole decorazioni che narrano i culti di Cibele, Attis, Sabazio e Mitra- quest’ultimo proveniente da Capri- rimasti vivi nell’Impero romano fino ad epoca tarda; iscrizioni funerarie, rimaste per anni nei depositi del Museo, presenti a Napoli, rimandano all’avvento del Giudaismo; coppe di ossidiana da Stabia(skyphoi), capolavori dell’artigianato egiziano di Alessandria, con pregevoli intarsi, pietre dure, sottilissime lamelle d’oro e gemme gnostiche, amuleti con simboli e scritte magici ideati dopo la battaglia di Azio ritrovati a Santa Maria Capua Vetere.
I contatti con i popoli del Mediterraneo, documentati fin dall’VIII secolo a.C., diffondono in particolare a Napoli e Centro-Sud Italia cultura, oggetti, tecniche di lavorazione, culti di Iside, Cibele, Mitra, Sabazio, che si fondono con il nostro politeismo. L’Impero Romano, tollerante con il Giudaismo, contrastò il Cristianesimo, religione fortemente antistato. Il culto di Iside penetra nel mondo greco prima e poi in quello romano dopo la conquista dell’Egitto di Alessandro Magno (332-331 a. C.). Inizialmente il culto era per la triade con Serapide, la sposa Iside e il loro figlio Arpocrate. La dea predomina sugli altri e la sua adorazione si diffonde in tutto l’Impero grazie al suo messaggio salvifico. A Pozzuoli, vicino al mare, c’è il tempio di Serapide ma a Pompei ed Ercolano oltre al tempio ad Iside sono presenti decorazioni e segni di devozione.
Virgilio, nel ruolo di sacerdote, adorava con riti religiosi Iside nell’area della Cripta Neapolitana, su cui sorge nel 1830 la sua tomba Mausoleo, accanto quella di Leopardi del 1897, adiacente al tunnel che congiungeva Napoli a Pozzuoli. Altra testimonianza del culto per la dea presso la nobilt  campana è la dedica, del III secolo d.C., alla dea del senatore Arrius Balbinus da lui considerata “Una e Tutto”. La forte presenza della cultura egiziana a Napoli è espressa nella statua di et  greco-romana del dio Nilo, nella piazzetta omonima, un vecchio corpulento steso che regge nella mano destra il corno dell’abbondanza, definito dal popolo “Il Corpo di Napoli”. Cibele, divinit  anatolica, definita “Grande Madre”, “Madre degli dei”, “Dea della fecondit “, protettrice del popolo in guerra, adorata dai greci come Demetra, è presente a Roma in et  repubblicana e con l’imperatore Claudio entra nella religione di stato.
Con Cibele si intreccia il mito di Attis, divinit  pur essa anatolica legata alla vegetazione. Si racconta di essersi evirato da solo per aver infranto il giuramento di castit  e fedelt  a Cibele. Nelle Megalesie, feste in onore della dea con danze e succulenti banchetti, viene celebrato il matrimonio tra le due divinit . Notizie su Mitra, dio del sole nel culto persiano, sono su un testo cuneiforme del XIV secolo a.C. rinvenuto durante le deportazioni di pirati dalla Cilicia alla Grecia ad opera di Pompeo Magno nel 67 a.C. Divinit  simile a Helios, Apollo, Giove ed Eracle fu adorato da contadini e militari in Italia e nel Nord- Est dell’Impero.
La festa del Sole, celebrata nel solstizio d’inverno, fu abolita dal Vaticano e sostituita con il Natale, Gesù fonte di luce illuminante la via della Salvezza, Calore di Amore spirituale, ripresa della Vita dell’uomo pio mite operoso per il Bene dell’umanit , rimanendo però la tradizione pagana di sontuosi banchetti per i nobili e abbuffate, per propiziare abbondanti raccolti, dei contadini che ricevevano vari cibi in regalo per aver lavorato sodo nei mesi precedenti.
Sabazio, dio di origine frigia o tracia, simile a Zeus, barbuto abbigliato all’orientale con attributi simbolici come la pigna e circondato da animali tra cui il serpente, si ritrova a Pompei ed Ercolano come divinit  che sovrintende a riti magici. La presenza numerosa a Pozzuoli di Giudei gi  nel 70 d.C. è testimoniata dall’epitaffio di Claudia Aster prigioniera con altri provenienti da Gerusalemme. Lo storico Procopio di Cesarea scrive di una comunit  giudaica inserita nell’economia e nella vita sociale in Napoli. La loro presenza è rintracciabile in epigrafi in latino o in greco nella zona sepolcrale del V secolo d.C nella zona dell’Arenaccia, a Nola e in altri siti della Campania custoditi al Mann.
La forte valenza storica e culturale della mostra è nell’aver messo a confronto religioni dell’antica area del Mediterraneo, tutte molto simili tra loro tanto da fondersi con quelle esistenti in Italia. Il comune denominatore dei vari culti e nell’aver fantasticamente immaginato divinit  simili agli umani con pregi e difetti, sempre a caccia di nuovi amori, fomentatori di guerre, inclini alla superstizione, protettori della Natura, amanti della bellezza dell’altro sesso, gaudenti nei banchetti, gioiosi di essere adorati e festeggiati, diversi tra loro belli brutti zoppi grassi magri.
Emerge nell’esposizione la pacifica accettazione degli altri culti da ogni popolo e da ogni Stato. La prima lotta di religione è nelle Crociate con migliaia di morti e sempre più cruente nei secoli fino ai giorni nostri con deportazioni, morte di innocenti, esodi in massa, assalti con armi e bombe negli stadi, teatri, alberghi, ristoranti, nei ritrovi per giovani, in strada e nelle piazze tra passanti ignari di essere odiati tanto da essere uccisi da sconosciuti stolti credenti di poter essere autori di nuove culture facendosi saltare in aria per un credo conosciuto su internet. Al dramma che vede donne uccise, fidanzate amate solo per sesso o mogli madri dei figli di un padre assassino, attentati ad opera di esaltati, in cui si evidenzia che la vita del proprio simile vale meno di una cicca calpestata di sigaretta, si oppone solo l’intensa attivit  culturale.
A Napoli l’attivit , recentemente, è intensa al Mann, a Capodimonte, Villa Pignatelli, Madre, Pan, Comune, associazioni culturali. Il Mann, forziere di tesori più antico al mondo, ha in programma, fino a settembre, singolari eventi “Il grand food. L’Arte mangiata” Percorsi di gastronomia artistica; “Lo zafferano spezia preziosa fin dall’antichit “; ” Frutta nelle pitture pompeiane”; ” Dioniso, la vite e il vino”; ” Atena, l’olivo e l’olio”; ” Il polline e l’aerobiologia”; “Il mondo marino nella pittura pompeiana” oltre a concerti, convegni, presentazione di libri, visite nei laboratori di restauro, polmone vitale per dare nuova vita ad oggetti preziosi stipati da anni.

Mann piazza Museo 18. Orario 9- 19, chiuso il marted, gioved fino alle 23. Biglietto euro 13 ridotto euro 9. Info 081. 44.221. 49, 39.06.39967050. Accessibile con sedie a rotelle

Per saperne di più
cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale

Nelle foto, in alto, Skyphos di ossidiana. In basso, da sinistra, statuetta di Venere, gemma con gallo e scarabeo egiziano