“Sono la storia e vivo qui”. Comincia così il nuovo singolo del giovane cantante di Scampia, Maldestro, presentato nel cortile della Fondazione Banco di Napoli (via Tribunali 213), sede del museo “ilCartastorie”. È in questo luogo che il cantautore, secondo classificato nella sezione nuove proposte del Festival di Sanremo 2017, si è lasciato ispirare per una nuova canzone: “La storia e la bellezza”, di cui è già disponibile online il videoclip per la regia di Federico Catalano.
Il brano, prodotto e arrangiato da Gigi De Rienzo, è una vera e propria colonna sonora del museo che diventa residenza musicale per raccontare l’immenso patrimonio custodito nell’archivio storico bancario più grande del mondo. Un progetto nato in collaborazione con Campania Music Commission, partner della Fondazione, e realizzato insieme ad Arealive.
L’Archivio Storico del Banco di Napoli custodisce al suo interno la plurisecolare documentazione riguardante l’attività degli antichi banchi della città. La particolarità di questi documenti risiede nella chiarezza e nella completezza delle “causali di pagamento”, grazie alle quali notizie inedite di opere realizzate da illustri artisti, aspetti insoliti dell’economia quotidiana e centinaia di migliaia di storie personali, sono giunte a noi attraverso i secoli.
Troppi i protagonisti per sceglierne uno solo. Così Maldestro fa parlare la storia stessa, quella che in 330 stanze di faldoni restituisce un affresco di Napoli e di tutto il Mezzogiorno, dal 1569 (anno del primo foglio di pagamento mentre il primo volume risale al 1573) sino ai giorni nostri. Un tesoro di memorie lungo 450 anni che narra di capolavori dell’arte e della scultura (come quelli di Caravaggio), di personaggi celebri (il Principe di Sansevero, San Gennaro), storie di vita quotidiana.
«Il testo mi è venuto in modo naturale – commenta Maldestro. Quando sono entrato in questo posto ho capito l’importanza della storia e la bellezza che si porta dietro. Ho pensato: perché raccontare una storia se ce ne sono a migliaia? Facciamo finta che io sia la storia e voglio raccontare alle persone ciò che contengo».
Da qui l’idea di far parlare i circa ottanta chilometri di scaffalature che custodiscono le voci del passato. «Toccando le pagine mi è arrivata addosso tutta la loro potenza, il loro fascino».

Nelle foto, in alto, uno dei faldoni conservati nell'Archivio Storico del Banco di Napoli; al centro, Maldestro canta il suo nuovo singolo, “La storia e la bellezza”, nel cortile della Fondazione Banco di Napoli (via Tribunali 213); in basso, il video girato in parte all'interno del percorso multimediale Kaleidos allestito da Stefano Gargiulo per Kaos Produzioni nell'Archivio Storico del Banco di Napoli\ ilmondodisuk.com
Nelle foto, in alto, uno dei faldoni conservati nell’Archivio Storico del Banco di Napoli; al centro, Maldestro canta il suo nuovo singolo, “La storia e la bellezza”, nel cortile della Fondazione Banco di Napoli (via Tribunali 213); in basso, il video girato in parte all’interno del percorso multimediale Kaleidos allestito da Stefano Gargiulo per Kaos Produzioni nell’Archivio Storico del Banco di Napoli.

Il cuore del museo è il percorso multimediale permanente Kaleidos, firmato da Stefano Gargiulo. Un caleidoscopio di colori, voci, immagini, che danno vita ai miliardi di documenti che attestano una circostanza molto importante: la banca, per come la si svolge oggi, è nata a Napoli, dall’attività degli 8 banchi pubblici. Il primo – racconta Andrea Zappulli, storyteller e divulgatore culturale de ilCartastorie – nasce nel 1539 ed è il Monte di Pietà (via San Biagio Dei Librai, 114). Prima, secondo la legge della Chiesa e dello Stato, non si poteva fare prestito senza interesse, gli unici che facevano piccolo credito a Napoli erano gli appartenenti alla comunità ebraica. Quando il Monte di Pietà irrompe sulla scena creando il sistema di prestito su pegno senza interesse, conquista il mercato e diventa Monte Banco di Pietà. L’emulazione porta alla formazione di altri 7 banchi pubblici. Nasce così il sistema bancario moderno».
La Fondazione Banco di Napoli, proprietaria dell’archivio, fino a qualche mese fa conosciuto solo dagli studiosi e addetti ai lavori, ha tra i suoi obiettivi principali, far conoscere e rendere fruibile questo tesoro di memorie attraverso i linguaggi dell’arte. Per tutto il mese di luglio, un ciclo di eventi tra intrattenimento, musica e arte, animeranno il centro storico. Si inizierà il 7 con una kermesse, “Mora il Malgoverno!”, che durerà fino al 16 luglio per celebrare i 470 anni della rivolta di Masaniello.
Il palazzo del Banco dei Poveri si riapre la sera per celebrare la festa dei popolani che avevano ottenuto il diniego al pagamento delle gabelle con il crollo del fiscalismo spagnolo. Sarà aperto il percorso multimediale e il secondo cortile sarà adibito ad angolo bar. La manifestazione inizierà alle 20 con un concerto (aperto al pubblico al costo di 4 euro), del Popolo Vascio, gruppo di musica popolare, e continuerà con visite teatralizzate a tema grazie alla collaborazione dell’associazione culturale NarteA, includendo un prodotto multimediale narrativo e una mostra di scritture degli antichi banchi.
L’intimo cortile di Palazzo Ricca accoglierà poi, il 19 e il 20 luglio, l’Amleto, presentato in lingua originale dalla compagnia The Hats. E, per tutti i sabati del mese, la rassegna teatrale a cura di  NarteA. A inaugurare, 8 e 9 luglio, Lucio Allocca e Tina Femiano in “Io e Giovanna”, testo libertamente tratto dal libro di Delia Morea, edito da ilmondodisuk, “La voce delle mani”. Adattamento e messa in scena di Carmen Femiano che lo legge come unio scontro di poteri: Sullo sfondo della Guerra dei Cent’anni, il Potere della Santità Terrena della Pulzella d’Orleans, sconfigge il Potere dell’Odio che una prostituta dell’esercito, Anna, prova per la Salvatrice della Francia e lo annulla, trasformandolo in venerazione; mentre il Potere della Manipolazione si intreccia con il Potere dei Poteri, la Chiesa, rappresentata dal Monsignore- Presidente del Tribunale Ecclesiastico.
Tutte le iniziative rientrano nell’opera di valorizzazione svolta da ilCartastorie, che per questo ha ottenuto il premio dell’Unione Europea per il patrimonio culturale/ Europa Nostra Awards 2017 (il più importante riconoscimento europeo del settore), il premio Cultura + Impresa e il premio Financial Cultural Heritage.

ilCartastorie – museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli
via dei Tribunali, 214
Orari: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00; domenica dalle 10.00 alle 14.00. Giorno di chiusura: mercoledì
http://www.ilcartastorie.it/