La citt  in prima linea. Con Arycanda. Erano oltre ottocento gli ospiti del grande evento promosso dall’associazione e ospitato al Voga, location contemporanea che ha reso chic il lungomare di Coroglio. Total white per gli arredi, rosso il tramonto e grigio (ma solo per poco) il cielo estivo di Bagnoli, una cornice suggestiva per il meeting annuale dei membri di una delle associazioni più forti e attive a Napoli.
La serata è stata l’occasione per consegnare i premi Arycanda, destinati a chi si distingue nel suo ambito e contribuisce a rendere la citt  più solida. La giuria di quest’anno era composta dai vertici della magistratura napoletana e non solo: Carlo Alemi, Antonio Ascione, Biagio Daniele, Lucio Di Pietro, Antonio Di Rienzo, Arturo Frojo, Vincenzo Galgano, Giovandomenico Lepore, Giuseppe Maddalena, Luigi Mastrominico, Arcibaldo Miller, Massimo Milone, Ugo Ricciardi, Franco Roberti. Magistrati e figure di spicco che hanno assegnato il Premio Arycanda per l’impegno civile a Antonio Ricci che con il telegiornale satirico Striscia la notizia contribuisce a far luce sulle verit  scottanti e scomode anche del capoluogo partenopeo. “E’ stato difficile trovare un corrispondente da Napoli che fosse abbastanza coraggioso – ha commentato – ci abbiamo messo un po’ di tempo e adesso con Luca Abete siamo riusciti a raccontare la questione spazzatura e a svelarne molti retroscena”. Il cardinale Crescenzio Sepe ha premiato la piccola-grande Adelaide Ciotola, dieci anni e una dura lotta contro la malattia raccontati in un libro sorprendente: Voglia di vita, un inno alla forza e al coraggio di combattere. Premiato anche Sal Da Vinci dalla giuria speciale di Arycanda G, la sezione giovani dell’associazione.
Le più alte cariche giudiziarie hanno poi consegnato una menzione speciale nelle mani del procuratore della Repubblica a l’Aquila Alfredo Rossini “perch l’accertamento della verit  in Abruzzo sia spedito, determinato e incondizionato”.

E’ la societ  civile che si rimbocca le maniche nell’ombra, che non cerca la ribalta ma piuttosto ragiona sulle possibilit  di fare qualcosa, partendo dal quotidiano per rivoluzionare il difficile contesto in cui vive.
I giovani in primo piano, presenti numerosi (oltre duecento) con il loro entusiasmo contagioso e la loro grinta, gli stessi giovani tirati in ballo anche dal messaggio lanciato da Ugo Ricciardi coordinatore scientifico dell’associazione. Nelle sue parole non c’è spazio per le accuse agli altri che non fanno ma piuttosto un incitamento a dare ciascuno qualcosa di più per gettare le basi di un futuro solido per le nuove generazioni.

Nell’immagine Antonio Ricci con il presidente del tribunale di Napoli Carlo Alemi