“Gli unici veri momenti di felicit  sono quelli in cui la scultura mi si presenta con l’illusoria evidenza di un miraggio..” Elogio alla materia che lievita, assorbe, si corrode, si svuota, impasta idee e si plasma al tocco sapiente del suo faber, Augusto Perez, in mostra presso le sale espositive della Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, sino al 15 febbraio 2011.
In esposizione circa trenta opere, tra disegni e sculture in gesso, in bronzo e in argento, rappresentative della produzione dell’artista, dai bronzetti della fine degli anni Cinquanta, ai “Trofei” del ’62-63, alla serie degli “Specchi”, alle opere degli anni 80, per chiudere con le ultime due sculture del 97, “Grottesca” e “Tebe”. La mostra retrospettiva si innesta in un circuito di esposizioni che l’Accademia partenopea ha dedicato ai grandi Maestri dell’arte del Novecento che con esperienza e dedizione hanno passato il testimone culturale ad intere generazioni di artisti.
La rassegna pone l’accento su quelle figure che con la loro produzione ed il continuo slancio verso nuove sperimentazioni linguistiche hanno contribuito al rinnovamento culturale dell’estetica figurativa napoletana, in linea con quanto avveniva nel resto del continente. Il catalogo della mostra si foggia della penna di Giovanna Cassese, Maria Corbi, Vitaliano Corbi, Marco Di Capua, Valerio Rivosecchi e Aurora Spinosa, curatrice della mostra.
Inossidabile il rapporto del Maestro con il Mondo Classico, testimonianza gloriosa di una stratificazione culturale le cui matrici storiche vivificano il contemporaneo fluire dell’arte odierna. Cuore della storia occidentale, il mondo classico è più volte ripreso sia in termini di citazioni tematiche che linguistiche, in brani di impareggiabile lirismo che trovano la massima espressione in Narciso, esposto alla Biennale di Venezia del 66. E’ una costante ricerca sul senso profondo del fare arte come proposta ricostruttiva di un mondo che ha consapevolezza e misura di se. Di sovente l’esplorazione spinge la materia al di la di se stessa, in una realt  illusoria, adiacente al mondo dello spazio mensurale, per creare ponti temporali in cui è possibile un nuovo rapporto tra la figura e lo spazio che la ospita.
Nel corso degli anni ’70 Perez realizza dei piccoli rilievi di soggetto erotico in cui la fusione dei corpi stremati e appagati dal desiderio di condivisione corporale si insinua nella materia sfrangiata e corrosa. Del 1986 è l’opera “Crocefissione-deposizione” in gesso e plastilina in cui la figura del cristo/autoritratto è straziata dal dolore del trascinamento visivamente espresso dal dialettico contrasto tra l’orizzontale delle braccia divaricate e la pesante verticale degli stracci.
L’opera è stata per l’occasione esposta dopo un lungo restauro che ha impegnato gli allievi dei laboratori di Restauro dell’Accademia, con la direzione del professor Augusto Giuffredi in un meticoloso recupero dello stato conservativo della scultura. In “Piccola notte” del 1990 affronta il tema della notte come metafora dell’ignoto; una candela ed una sirena acefala sono rispettivamente simboli del tempo e del suo ineluttabile defluire verso il nulla ovvero un incognito destino ultraterreno.
Il tono è quello intimistico delle composizioni chopiniane; l’atmosfera labilmente malinconica invita alla riflessione e alla ricerca di una verit  inafferrabile. “E attraverso la sapienza di abile plasticatore la sua materia freme, diviene enigmatica, sintetica e sfuggente, la superficie si anima del tormento di chi l’ha modellata e traduce una sensibilit  allertata”.
In foto, un’opera dell’artista
Orari
Marted, mercoled, gioved e sabato ore 10-14;
Venerd 14-18;
L’ultima domenica del mese ore 10-14.
Chiuso luned
Info
www.accademianapoli.it