Futuro. incredibile quanti e quali effetti contrastanti questa parola provochi nell’animo umano. Un senso di speranza e di ottimismo, se si pensa alle grandi conquiste della scienza e della tecnologia (e perch no, magari ad un mondo senza guerre) e sentimenti di paura per qualcosa che comunque, volente o nolente, ci è oscuro ed appare a larghi tratti indecifrabile. Ma questo futuro incerto e tentatore ci lascia delle tracce tangibili, tracce che lasciano la possibilit  di disegnare perlomeno una strada, una via per illuminare la sua oscurit . E queste tracce sono ben visibili a tutti, alla mostra “Futuro Remoto”. Quest’anno, tutti coloro che avranno modo di visitare la Citt  della Scienza, a Bagnoli (la mostra sar  aperta fino all’8 dicembre, dal luned al venerd dalle 9 alle 19 e sabato e domenica dalle 9 alle 21), assisteranno alla materializzazione di parte importante di questo nostro, appunto, futuro remoto: i robot (come esplicita il titolo della manifestazione quest’anno: “…e creò il robot a sua immagine e somiglianza”).

Supporto nel campo medico e nelle fabbriche, sostegno per invalidi e diversamente abili, finanche aiuto nell’ambiente domestico, queste le finalit  principali che fino ad oggi la scienza robotica è riuscita a conseguire, a partire dai bracci meccanici utilizzati nelle fabbriche di automobili per arrivare alle sonde in campo medico-chirurgico, dai “rover” della Nasa ai robot “pulitori” per le faccende domestiche. Di questo e molto altro si è parlato nella conferenza tenuta nella sala Newton della Citt  della Scienza, presentata dal professore di robotica dell’Universit  degli studi di Napoli Federico II, Bruno Siciliano, che si è avvalsa della presenza e dell’opinione illustre del professore di “Computer Science” della Stanford University, Oussama Khatib, e del direttore “Contenuti digitali e sistemi cognitivi”, Direzione generale della societ  dell’informazione e dei media Commissione Europea, Horst Forster.

A chiudere la serata, l’esibizione di “Asimo”, il robot della Honda che ha corso, salito e sceso le scale, parlato, giocato a pallone, ballato e perfino provato emozioni come l’imbarazzo di fronte a tanti sguardi puntati su di lui, felicit  a ogni complimento della presentatrice e addirittura si è offeso quando gli si è chiesto di allenarsi di più col pallone. Infine, dopo aver chiesto il bis per un’altra sessione di danza, ha salutato tutti con un inchino ed è andato via, visibilmente contento, lasciando tutti a bocca aperta per i risultati incredibili che il campo della robotica ha raggiunto e per le eccezionali capacit  e infinite potenzialit  che ha ancora da offrire.

Insomma, il tema è attraente, gli spunti per riflessioni etiche tanti, il divertimento nello sfruttare le applicazioni messe a disposizione per i turisti pure, pare ne valga davvero la pena visitare questa eccezionale finestra sul futuro (chiamarla semplicemente “mostra” sembra leggermente riduttivo) che ci da, tra le altre cose, la possibilit  di conoscere da vicino le “modelle digital”, le bellissime modelle della mostra “Miss Digital Digital Faces”; I-Cube, un robot umanoide avanzato dalle fattezze e le capacit  (apparati sensoriali compresi) di un bambino di tre anni e mezzo e tanti altri loro prodigiosi compagni.

Dunque la Citt  della Scienza si conferma ancora una volta il cuore della scoperta e della ricerca scientifica, nonch il nucleo principale di una Bagnoli proiettata nel futuro. Perch protagonista del dibattito non è stata solo la robotica, ma anche Bagnoli vista nel suo passato, nel suo presente e nel suo futuro. Un passato di forza, intraprendenza e emancipazione (a Bagnoli è stata aperta la prima fabbrica del Mezzogiorno); un presente fatto di sofferenza e di speranze, ma anche di consapevolezza, la sofferenza di chi si porta dietro gli effetti della disoccupazione e dello sciacallaggio che hanno seguito la chiusura dell’Italsider, le speranze per un futuro roseo e la consapevolezza di essere ancora il simbolo del futuro; un futuro, appunto, che deve garantire certezze e mantenere promesse. Gi , promesse. Quelle che da vent’anni vengono fatte ai cittadini di Bagnoli, promesse che sembrano l  per avverarsi, ma che vengono smentite da processi e indagini a cui gli organi responsabili devono dare conto. Hanno cercato di farlo nella conferenza “Bagnoli nella Napoli e nella Campania del Futuro” personaggi illustri come l’assessore regionale dei trasporti, Ennio Cascetta; il vicesindaco del Comune di Napoli, Tino Santangelo; come il presidente della societ  Bagnolifutura, Rocco Papa nonch il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino e il presidente della fondazione Idis-Citt  della Scienza, il professore Elio Silvestrini.

Si è parlato della sostenibilit  ecologica a impatto CO2-0 del progetto-Bagnoli; della costruzione di una rete metropolitana che colleghi Bagnoli con le principali stazioni cittadine e regionali; della nuova pianificazione urbana e urbanistica della Bagnoli futura; della costruzione del parco e delle nuove branchie della stessa Citt  della Scienza. Ancora            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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»E  »RLIKERESETeNULLSHARESLAVErPSIGNMIDptkoi8u promesse, dati, proposte, scadenze, quella del 2013, data in cui si tireranno le somme delle spese effettuate per la realizzazione del progetto, con la speranza di non aver attinto un euro dalle tasche dei cittadini napoletani, quella del 2010, anno in cui gran parte (si parla della met ) del progetta sar  completato o comunque in via di completamento.

Tante belle parole, addirittura statistiche, dati tangibili, che danno speranza ai cittadini napoletani, ma su tutto pesa il grave ritardo evidenziato dalla Corte dei conti, che apre un secondo fascicolo dopo l’informativa dell’Autorit  di vigilanza. “Preoccupanti criticit ” sono state definite dall’Autorithy: carenza di pianificazione del procedimento attuativo, mancanza della discarica; grave ritardo rispetto al cronoprogramma dei lavori; ulteriore aumento dei costi per l’impianto di adattamento dei terreni; maggiori oneri per la stazione appaltante derivanti dall’anomalo andamento dei lavori e conseguente sospensione della progettazione del Parco urbano.

La difesa è stata costruita e basata sulla sbagliata lettura da parte della Corte dei conti delle “carte” relative e i ritardi sono stati giustificati con la lentezza con cui il governo libera le risorse e dalla mancanza, al momento, del supporto economico della Comunit  Europea.

In sostanza, ai cittadini di Bagnoli è stato chiesto nuovamente di aspettare, consolati dal fatto che delle prove concrete dell’impegno per la costruzione di Bagnoli futura ci sono e sono state fatte notare. Rester  da vedere quanto si dovr  ancora aspettare per vedere finalmente “restaurato” quello che è il centro dell’attivit  scientifica italiana e uno dei principali centri di ricerca tecnologica europei, nonch una della parti più belle di Napoli e d’Italia, ma, soprattutto, bisogner  vedere se si è aspettato inutilmente o meno. Come si dice, “la speranza è l’ultima a morire”, ma anche “chi di speranza vive, disperato muore”…speriamo di no.

Nelle foto, alcuni momenti di “Futuro Remoto” e un’immagine sul dibattito dedicato al destino di Bagnoli