Che quello del muratore sia un mestiere duro nessuno lo mette in dubbio. Vorrei ben vedere. Quando un muratore torna a casa dopo una giornata di lavoro, con le mani che gli fanno male e la schiena a pezzi, nessuno si permette di dirgli che non lavora. E poi c’è il muro. Per quanto si possa mettere in dubbio l’efficienza del lavoro, ci sar  sempre il muro a testimoniare che questo è stato fatto, e magari anche bene, poich il muro regge.
Nessuno si permette di dire che il medico non lavora. Ha studiato, ha sgobbato sui libri e ora ha tutte le carte in regola per svolgere una professione remunerativa ma di grande responsabilit . Quando poi il paziente sta meglio, il lavoro del medico è sotto gli occhi di tutti.
Quando si parla di arte ci troviamo invece di fronte a una contraddizione. Perch a dipingere, cantare, recitare possono essere buoni tutti, non perch questo sia effettivamente vero, ma perch non esistono titoli che dicano “ecco, tu sei un pittore professionista, vai e esercita”. La pittura ha dalla sua però il quadro. Se dico a un pittore che non è bravo, egli mi mostrer  il suo quadro e dir  “giudica”.

Ma un attore come fa? E un cantante? Naturalmente non parliamo degli artisti (capaci o meno) supportati dal sistema mediatico, per i quali pare che la bravura sia insita stessa nell’essere conosciuti e non abbia bisogno di essere dimostrata.

Si parla di tutti quei professionisti dell’intrattenimento che non hanno nessun muro. Di quelle persone alle quali se chiedi che ti facciano vedere il frutto del proprio lavoro, non hanno niente da mostrarti. Di quelle persone che vivono di sogni, di speranze, di progetti e collaborazioni che sono vuoti a perdere, fatti soltanto per assicurarsi un minimo di visibilit . Ma non sempre è cos.

Alcuni muri esistono senza che siano visti.
Ci troneggiano davanti e ci rendiamo conto che ci sono solo quando ci sbattiamo contro e vediamo che sono muri ben fatti, che reggono. Il Centro Teatro Spazio il proprio muro ce l’ha. Questo piccolo teatro, poco più che un garage, che conta circa 70 posti a sedere con quel poco, pochissimo di storia che possiede, è arrivato, come accademia, a contare circa 60 iscritti. 60 fra ragazzi, bambini, adulti, che provano a imparare l’arte dell’attore.

Sessanta persone cos, a San Giorgio a Cremano, comune che la cultura l’ha asfaltata, in provincia di una citt  che non la supporta, metropoli di uno stato che se ne infischia, non sono affatto poche.
E il numero pare sia destinato a salire. Non perch si va porta a porta a chiedere “ti interesserebbe il teatro?” e nemmeno perch c’è dietro un aiuto politico.

Il numero sale perch si lavora bene. Il numero sale perch si lavora.
Perch il teatro è un gioco, il gioco più antico del mondo, il primo gioco che i bambini imparano anche involontariamente, ma quando lo si fa per bene, quando lo si fa per mangiare, allora è un lavoro. fatica. sudore.

E al Centro Teatro Spazio si suda, si suda tantissimo, si suda nonostante l’umidit  che la sera si fa sentire dietro al collo e alla schiena.
Si suda per allestire spettacoli, per metterli in scena, per far divertire il pubblico. Si suda per i ragazzi, per cercare di trasmettere qualcosa, di insegnare qualcosa senza vendere fumo. Al centro teatro spazio si gronda di sudore. Qualcuno la chiamer  educazione scolastica di sinistra, ma io ho sempre pensato che il sudore vada rispettato, che i calli, sulle mani e nel cervello, siano sintomo di forza. E ho sempre pensato che il sudore, alla lunga, paghi, basta aspettare, e con pochi mezzi e zero aiuti si possono costruire dei muri solidi. Non la muraglia Cinese, certo, niente di visibile dallo spazio. Basta che resista.

*attore, formazione teatro bimbi, collaboratore, assistente alla regia

In foto, bambini in scena al Centro Teatro Spazio