Si inaugura oggi (venerd 13 gennaio) alle 18 “Nomida nuda tenemus”, la personale di Antonio Barbagallo, ospitata dalla galleria Movimento Aperto (Via Duomo 290/c) di Ilia Tufano fino al 10 febbraio. L’istallazione si compone di tre momenti nel primo, composto da 10 lastre di ferro e cellulosa, si presentano i tracciati delle stelle con i loro codici identificativi. Nel secondo, composto da 12 lastre, sono rappresentate porzioni di cosmo e i codici ben visibili delle stelle. La terza parte (12 lastre) simboleggia la caducit  degli astri e la scomparsa del loro nome (codice).

“Si tratta di un’opera carica di senso spiega Tufano – perch mette in discussione l’inconoscibile, il sublime, il senso di smarrimento dato dall’essere sovrastati da qualcosa che è sopra di noi ma che è inconoscibile. Le stelle possono essere solo individuate da un telescopio e oggi sono ancora più lontane anche perch vengono chiamate con nomi alfanumerici”.

Al di sotto di ciascun pannello è collocato un cero, che rappresenta la fragilit  e la precariet  della materia. Un video racconta la performance legata all’istallazione, con una giovane danzatrice che si muove tra “le stelle” e una figura che in successione accende i ceri.
La mostra è anche l’occasione per presentare il secondo numero dei Quaderni di Movimento Aperto che raccoglie immagini dell’installazione ed i testi che Maurizio Barretta (astronomo) ed Anna Perrotta (matematica) hanno scritto per l’occasione, insieme a quello di Italo Nobile. Tenendo fede al progetto della galleria di far scaturire sempre la discussione a partire da un’intuizione artistica.

Il prossimo appuntamento di Movimento Aperto sar  invece una personale di Gabriele Marino, tra i protagonisti della scena artistica napoletana degli anni ’60 nell’ambito del Gruppo 58.

In foto, due sequenze dell’instalallazione (particolari)