Sangue spagnolo scorre nelle vene dei napoletani. Lo attestano i tratti somatici, i tre secoli di dominazione spagnola, le innumerevoli testimonianze materiali che si possono ammirare percorrendo le vie della citt . Pensiamo ai sontuosi edifici che si stagliano indelebilmente nella memoria collettiva, quali Palazzo Reale, il Teatro S. Carlo, la Certosa di S. Martino, la Reggia di Capodimonte, ma soprattutto alla miriade di chiese disseminate nel reticolo cittadino, veri e propri contenitori di opere d’arte di straordinario pregio artistico, oltre che luoghi di culto intrisi di storia e religiosit  popolare. Spesso il visitatore non può fruire della bellezza di questo patrimonio artistico e culturale, perch le chiese sono chiuse al pubblico oppure i capolavori sono posti in angoli che sfuggono allo sguardo d’insieme di chi non ne è a conoscenza. Enzo Barbieri, giornalista fotoreporter, che è impegnato da anni nel suo lavoro di ricerca fotografica e culturale attraverso le chiese della nostra citt , ha ideato e curato “La Spagna a Napoli nei luoghi di culto”, un percorso attraverso immagini di opere d’arte che si datano a partire dal Vicereame spagnolo fino ai Borbone.
L’esposizione, cui ha collaborato l’Arch. Raffaele Rusciano, è allestita nel Salone delle mostre di Palazzo Serra di Cassano, (dal 05/05/09 al 31/05/09), con il patrocinio dell’Istituto italiano per gli studi filosofici. Si tratta di 100 stampe a colori, realizzate in digitale con luce naturale e scattate a mano libera in chiese del centro storico e non solo S. Giovanni a Carbonara, Santa Maria la Nova, S. Pietro a Majella, Santa Maria del Soccorso, S. Carlo all’Arena, S. Domenico Maggiore, Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Sant’Anna dei Lombardi, Santa Brigida, S.Giacomo degli Spagnoli, SS. Filippo e Giacomo, la chiesa dei Cappuccini a Procida. Nel percorso figurano anche alcune porte e fontane monumentali con attenzione per i particolari di notevole fattura, le statue di Carlo d’Angiò e Ferdinando di Borbone poste nelle nicchie della facciata di Palazzo Reale, una veduta dei Quartieri Spagnoli da Via Concezione a Monte Calvario con il certosa di S. Martino sullo sfondo.
Di straordinario interesse artistico sono molte delle immagini in mostra il monumento sepolcrale del Vicer Don Pedro da Toledo, opera di Giovanni da Nola, posta alle spalle dell’altare maggiore della chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli; il complesso scultoreo raffigurante la deposizione di Cristo di Guido Mazzoni in una cappella della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi ( Giuseppe d’Arimatea rappresenta Alfonso II d’Aragona, mentre Nicodemo re Ferdinando di Borbone), e la sagrestia con affreschi del Vasari e le statuette lignee dei padri olivetani del 1500; la sagrestia della chiesa di S. Domenico Maggiore con l’archea di Ferdinando di Borbone e la cassa della regina Giovanna; la scultura della Madonna del Carmine, opera del Naccherino, nella Cappella Caracciolo della chiesa di S. Giovanni a Carbonara, e la statua equestre di re Ladislao alla sommit  del sarcofago dell’altare maggiore; il gruppo marmoreo che raffigura una testa alata di Cosimo Fanzago nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco; l’affresco della Madonna con il Bambino che succhia il seno nella chiesa di Santa Maria del Soccorso; il soffitto e l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria la Nova, riprodotti attraverso il grande specchio sul pavimento; le rappresentazioni del Cristo, toccanti per l’intensit  espressiva dei volti, nelle chiese di S. Pietro a Majella, dei SS. Filippo e Giacomo, di S. Carlo all’Arena, di S. Brigida, di Santa Maria la Nova e dei Cappuccini a Procida.
Ne parliamo con l’autore.
Come nasce questo progetto?
Ho iniziato ad appassionarmi all’arte sacra negli anni in cui lavoravo con la testata giornalistica “Napoli oggi”, che dedicava settimanalmente una pagina alla visita di una chiesa. Nel corso dei sopralluoghi alle chiese sono stato colpito dalla quantit  e dalla manifattura delle opere che desideravo divulgare presso un pubblico ampio, soprattutto di giovani, affinch potessero condividere le mie emozioni nell’ammirare questi capolavori conservati nelle chiese della citt , molte delle quali accessibili solo in occasione del Maggio dei monumenti.
Quali difficolt  ha incontrato?
Non ho ricevuto finanziamenti per la realizzazione di questa mostra, che ha richiesto il disbrigo di una serie di pratiche burocratiche. Ho dovuto redigere l’elenco delle chiese che avrei fotografato, sottoporlo all’attenzione della Sovrintendenza e della Curia, che mi hanno concesso le rispettive autorizzazioni, previo divieto di vendita delle foto e di cessione a terzi per usi non consentiti. Il progetto ha riscosso grandi entusiasmi, ho inoltrato lettere di invito al Cardinale Sepe e a esponenti della politica, e tutti si sono ripromessi di visitare la mostra non appena l’agenda degli impegni lo consentir . A dire il vero, vi era stata una precedente esposizione di questa mostra presso il complesso di S. Maria la Nova nel maggio dello sco            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eEèMODrso anno, durata soltanto pochi giorni. Questa è certamente meglio organizzata nell’allestimento e con molta probabilit  sar  prorogata fino a giugno.
Il futuro?
Mi auguro che possa diventare una mostra itinerante, che possa avvalersi di collaborazioni per un eventuale pubblicazione e che l’anno prossimo, dal momento che il mio lavoro di ricerca prosegue incessantemente, si possa realizzare un’altra edizione di “La Spagna a Napoli nei luoghi di culto”.

In alto, il mausoleo di don Pedro; in basso, la deposizione di Cristo

Enzo Barbieri, " La Spagna a Napoli nei luoghi di culto "

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio,14

dal luned al venerd (ore 15,30 – 18,30) fino al 31 maggio 2009