Proponiamo di seguito la lettera di Donatella Gallone inviata al Corriere del Mezzogiorno (e non pubblicata) il primo settembre 2009 in risposta all’ intervento di Cicelyn sulla politica culturale del quindicennio bassoliniano.

Ho letto con attenzione l’intervento firmato da Eduardo Cicelyn, vertice del Madre, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno con il titolo “L’arte e il bassolinismo”. Colpita soprattutto da questi frammenti: “… mentre in Italia prendeva il potere il modello mercatista della cultura berlusconiana, a Napoli la politica bassoliniana offriva una possibilit  di resistenza, sostenendo fuori da quel mercato il nuovo cinema, il nuovo teatro, la nuova arte… L’egemonia bassoliniana… ha sostenuto negli ultimi quindici anni la cultura delle avanguardie nell’ipotesi che a Napoli e non altrove l’anima popolare della citt  si potesse toccare con gli strumenti dell’arte contemporanea. E non l’ha sostenuto in astratto, l’ha anche praticato riempiendo innanzitutto Piazza Plebiscito di segni e simboli nuovi, assumendo il rischio dell’incomunicabilit  e della derisione popolare, (quasi) mai cercando il facile consenso…”.
Leggendoli, mi hanno attraversato la mente come lampi le frasi di Errico Ruotolo (scomparso nel 2008) artista indimenticabile per il suo impegno intellettuale e civile, ex segretario della sezione Pci di San Giovanni, riportate nel mio libro “Ritratti d’autore. Galleria napoletana del Novecento”, uscito nel 2003: Chi fa arte deve farsi condurre dalle proprie emozioni, non dal mercato, anche in un Paese dove l’arte moderna ha vita difficile, dove può essere commissariata dalla politica, come succede a Napoli. Qui i politici decidono tutto loro: cosa fare o non fare, ma non possono cancellare le idee. Quelle non muoiono, aggrappate alla rabbia del pensiero.
Quella rabbia della creativit  lo ha tenuto in vita fino all’ultimo, aiutandolo a combattere la malattia che ne minava la fibra umana, alimentando(ne) l’orgoglio d’autonomia: “Sono uno che non appare mai nei grandi avvenimenti- affermava in un’intervista al quotidiano Napolipiù (costruito da un pugno di giornalisti coraggiosi e indipendenti) , due giorni prima della sua ultima mostra proposta dalla galleria Franco Riccardo- e neanche m’interessa… Sono uno che non sta al Pan, non sta al Madre, non sta in piazza Plebiscito. Ricevo riconoscimenti con parole lusinghiere, ma è tutta una finzione. Per quello che mi riguarda, però, concludo la mia vita da vincitore…”.
Napoli, negli ultimi decenni, con la sua cultura ufficiale offerta nelle strutture del potere, ha sofferto di una pericolosa amnesia che ha spazzato via la storia della propria avanguardia: quando se ne trovano tracce, sono deboli e frammentarie. La vitalit  creativa contemporanea che la citt  continua a offrire come sorgente inesauribile è stata sacrificata in nome di un internazionalismo provinciale e paralizzante, incapace di progettare un produttivo confronto tra la scena mondiale e quella territoriale.
Dalla volont  di esportare il talento di Partenope, creando un ponte culturale in particolare con Parigi, l’estate scorsa è nata,la cooperativa ilmondodisuk ( da me guidata come amministratore unico), editrice di un portale e di una rivista online, megafono di un progetto più ampio: affidare allo scrittore francese Jean- Nol Schifano il ruolo di testimonial partenopeo nel mondo, lanciando, in italiano e inglese, il suo “Dictionnaire amoureux de Naples” (edito in Francia da Plon), libro scritto col rigore dello storico e la passione di cittadino adottivo, capace di diffondere l’immagine autentica di Napoli, offuscata pesantemente dal bombardamento mediatico che ha propagato dovunque solo l’emergenza spazzatura e la violenza della criminalit  organizzata.
Questo progetto, assieme alla proposta di affidare a Jean- Nolla direzione artistica del Pan per tessere una rete culturale in grado di restituire dignit  anche a zone adesso emarginate come Piazza Mercato (potenziale Montmartre italiana, da affollare con opere di autori napoletani), ha ispirato la mia campagna elettorale da candidata Pd alle provinciali 2009 nel collegio Mercato- Pendino- Vicaria- San Lorenzo, conclusa con una manifestazione “Per amore di Napoli”, organizzata il 4 giugno sotto l’arco di Sant’Eligio, tra la musica di Consiglia e Peppe Licciardi, la partecipazione di Schifano, l’affettuoso sostegno politico del sindaco Iervolino.
Napoli deve riconquistare memoria e identit . Orgogliosa di mostrare i suoi figli a tutti.

In foto, Schifano durante la manifestazione "Per amore di Napoli" (foto di Maria Volpe Prignano)