E’ un enorme terrazzo con vista sul golfo di Pozzuoli ad accogliere la performance di Umberto Bellissimo. La sede è quella dell’associazione culturale Il Corvo, presieduta da Maria Guarino. Eccellente interprete di Viviani, Bellissimo ha tenuto uno show per il lancio del suo lavoro dedicato al grande e ancor poco celebrato autore napoletano.
A introdurre la serata, dopo il saluto del presidente onorario dell’associazione, Aniello Montano, Vincenzo Colimoro (presidente dell’associazione napoletana della stampa) e Tjuna Notarbartolo (scrittrice, giornalista, direttrice del Premio Elsa Morante) coordinati da Donatella Gallone.
Modernit , tragica allegria, verit  amara di un autore troppo poco rappresentato nella sua citt , troppo schiacciato dalla presenza di un osannato Eduardo è questo il quadro emerso dal dibattito che, prima di cedere il passo alla magica rappresentazione ha lasciato agli spettatori una speranza, gi  delineata dal direttore artistico dell’ultima edizione di Napoli Teatro Festival, Luca De Fusco che la prossima stagione rassegna possa essere consacrata a un Viviani visto anche da interpreti stranieri.

E poi, protagonista assoluto della scena, rischiarato da una suggestiva rossa mezza luna (celestiale spettatrice da un cielo stellato), Bellissimo ha inchiodato alle sedie i numerosi spettatori. La delicata "Guaglione", la divertente "’O guappo ‘nnammurato", la celebre "Rumba degli scugnizzi" e l’ancora attuale "Fravecature" (trasforma in disgrazia e sofferenza familiare il lavoro di un muratore), sono solo alcuni dei pezzi del repertorio che il cantattore interpreta con forza emotiva e impatto scenico
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"Bellissimo… canto a Viviani – dai vicoli alle scene", questo il titolo emblematico del cd. Dai vicoli alle scene, quel passaggio da un viavai popolare al palcoscenico. In attesa del giusto riconoscimento che la citt  e le istituzioni dovrebbero tributare all’immortale Viviani.
Compositore e attore teatrale italiano, nonch autore di molte famose canzoni napoletane, Viviani mette in scena la plebe, i mendicanti, i venditori ambulanti. Un’umanit  disperata e disordinata che vive la sua eterna guerra per soddisfare i bisogni primari. In questo la sua poetica si allontana violentemente dalla retorica lacrimevole, pittoresca e piccolo borghese del tempo, prendendo le distanze al contempo dalla cultura positivista e ponendosi per molti versi all’interno di dinamiche creative proprie delle avanguardie.
“Il mio progetto- dice Bellissimo- nasce dall’amore che porto per questo autore e per l’attualit  delle sue tematiche.”
Qual è, secondo lei, il messaggi più importante che ci ha lasciato Viviani e quale vuole trasemttere Umberto Bellissimo?
“Viviani lascia tanti messaggi per chi li vuole cogliere, ma innanzitutto una profonda riflessione su questa citt  e sui suoi abitanti dopo un attentissimo studio. Diceva che la sua vita è stata tutta una lotta, per il passato, per il presente, per l’avvenire, per il repertorio, per lo studio e per il pubblico. Ecco si potrebbe dire tutta una lotta. Io voglio far arrivare (spero) la grandezza di quest’autore di respiro europeo e la sua grande attualit . Infatti, quasi tutti i pezzi scritti negl’anni 20/30 sembrano scritti nel 2011; basti pensare a FRAVECATURE , amara lirica sulle morti bianche”.
Come è avvenuto l’ incontro con l’ associazione Il Corvo che ha curato l’ evento ?
“Stimo profondamente Maria Guarino e il lavoro prezioso dell’Associazione IL CORVO, conosciuti grazie alla carissima amica Marisa Annecchino”.
Per il futuro ha in mente altre operazioni dedicate ad artisti napoletani?
“Certamente mi farebbe piacere omaggiare altri grandi artisti, fortunatamente posso spaziare perch la "maltrattata" Napoli ne ha partoriti tanti”.

In foto, Umberto Bellissimo durante lo spettacolo