E’ questione di giorni, di ore. Jorge Mario Bergoglio, al secolo Papa Francesco, raggiunger  per una breve visita Napoli, il cui centro attraverser  velocemente, mentre soster  qualche ora alla periferia della citt , a Scampia dove hanno trovato rifugio quelli che sembrano essere gli ultimi della societ  napoletana. Su quel degrado c’è chi ha fatto le sue fortune, elevando il malaffare a sistema, un angolo di territorio dove la fanno da padroni malavitosi e dove qualche uomo di penna continua a narrare in modo inappropriato la “camorra”, uno scenario sul quale, mi auguro in modo inconsapevole, ha eretto le sue fortune non solo letterarie.

Sar  in visita a Scampia Papa Bergoglio, quella periferia a nord di Napoli, palestra di malaffare,
dove anche per chi non ha eletto il male a propria condotta di vita, è facile perdersi, il male quale sfogo a un’esistenzialit  vuota, vissuta tra cemento e mancanza di sani riferimenti sociali.

E’ in questa parte di Napoli che il Papa far  sentire la sua presenza, in una parte delle periferie, quasi a voler abbracciare in questo fazzoletto di terra, altri lembi periferici quali Secondigliano Pianura Miano Ponticelli San Pietro a Patierno Barra Ponticelli San Giovanni a Teduccio
e anche Bagnoli ultimo emblema del fallimento di una classe politica che ha dimostrato la sua incapacit  a governare una realt  di per se stessa difficile, quale quella napoletana.

Di realt  periferiche Papa Francesco se ne intende,
per averne attraversato nella sua esistenza l’amarezza, la tristezza e l’inadeguatezza al pur minimo vivere civile, la povert , la fame e il trascinarsi molte volte tra la vita e la morte, con l’indifferenza totale di un Governo mondiale e globale, alle prese solo con gli interessi economici dei vari mercati.

Da Buenos Aires a Napoli il passo è breve,
come breve quello che porta alle periferie delle grandi magalopoli, da Rio de Janeiro ad occidente e Nuova Delhi e Calcutta ad oriente.
Napoli, meta della prossima visita del Papa, è la punta di un iceberg nazionale che devasta il Belpaese da Torino a Palermo, come dimostra l’ultima ricerca dell’Universit  Cattolica di Milano, i cui risultati sono stati raccolti nel volume La Citt  abbandonata/Dove sono e come cambiano le periferie italiane.
Del degrado del territorio pare che nessuno si sia accorto e i governanti, nessuno escluso, pare non se ne sentano responsabili. Come nella tragedia della Terra dei Fuochi, dove chi era delegato al controllo del territorio, pare non si sia accorto di quanto accadeva.
Sar  una coincidenza, ma a qualche centinaia di metri in linea d’aria da Scampia c’è Secondigliano, un’altra periferia dove si trova il Santuario del fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori, quel Gaetano Errico canonizzato nel 2008 da Papa Benedetto XVI e passato alla Storia come il Santo delle periferie. Sarebbe stata questa la tappa ideale per il Papa delle periferie, non informato forse dell’esistenza di una realt  di carit  cristiana di straordinaria intensit .
“Terra di fuochi” la Campania, ma anche “terra di falò”, come quello che ha investito “Citt  della Scienza”, che di “scienza” pare ne produca proprio poco e i cui responsabili non sono stati ancora assicurati alla giustizia, a discapito di tanti giovani ricercatori, costretti a imboccare la via dell’esilio.

Il problema delle periferie è un problema di trasformazione urbana
e per governare la trasformazione delle citt , ci ammonisce Corrado Beguinot, insieme centro e periferia del mondo, luogo di produzione di benessere e di degrado, di incontri e di conflitti, di cultura e di culture, di diversit  e di somiglianze, di risorse e di problemi, è necessario mettere in circolo i saperi, le competenze e le culture di coloro che si occupano della questione urbana nelle diverse accezioni del termine.

“Le culture”, ecco la nuova realt  che investe le citt ,
e soprattutto le periferie, inondate da una multietnicit  con la quale le realt  urbane dovranno fare i conti per non aggravare ulteriormente i problemi di convivenza civile dei territori.

Di fronte a tale dura e triste realt  ecco che la visita papale va a coniugare un secondo aspetto, argomento caro al Santo Padre fin dal suo insediamento sul soglio di Pietro la tutela e la salvaguardia del Creato.
Il rispetto delle creature che vivono nel degrado chiede Papa Bergoglio, ma soprattutto il rispetto del contesto nel quale queste creature vivono.

Com’è grigia Pechino
, titolava mesi fa una corrispondenza dalla Cina di un quotidiano italiano.
La condizione di altre megalopoli e territori massacrati non è diversa da quella che vive oggi Pechino, ma la salvaguardia invocata da Papa Francesco si allarga e investe gli oceani, sversatoi immondi, terreni coltivati ricettacoli di veleni, foreste abbattute e spianate, acqua negata, fertilizzanti, mangimi dannosi e la corsa affannosa ad energie alternative con lo scopo dell’arricchimento illecito fino allo scioglimento dei ghiacciai.
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Una rivoluzione, questa di Papa Francesco, che pare testimoniare con la sua venuta a Napoli, una tutela del Creato invocata otto secoli addietro dal Poverello d’Assisi, del quale ha voluto assumere il nome, e di un grande sindaco giurista, quel Giorgio La Pira che non esitò a riunire a Palazzo Vecchio i grandi della Terra e puntare loro il dito contro per i guasti procurati.
A fronte di uno scenario di distruzione e morte, procurato dall’insensibilit  e dalla protervia dell’Uomo, il Vicario di Cristo ha pensato bene a indire, con anticipo sui tempi prestabiliti, un Giubileo straordinario. Un Giubileo della Misericordia. La misericordia, quale sentimento che da un lato induce alla comprensione, alla piet  e al perdono verso chi soffre, e dall’altro soprattutto la misericordia di Dio verso chi si è reso autore di tali misfatti.
Sembra questo essere il significato intrinseco della venuta di Papa Francesco a Napoli, pena la definitiva caduta di sipario sull’intrigante e suadente canto del neonato universo da parte dei ciarlatani di turno.

IL PROGRAMMA DELLA VISITA IN CITTA’
Sabato 21 marzo 2015
Ore 9, arrivo in elicottero a Scampia
Ore9.30 in piazza Giovanni Paolo II Incontro con la popolazione del Rione e con diverse categorie sociali
Ore 11 celebrazione eucaristica in Piazza del Plebiscito
Ore 13, pranzo con i detenuti nel carcere di poggioreale
Sosta in Arcivescovado
Ore 15, al Duomo Venerazione delle Reliquie di San Gennaro e Incontro con il clero e i religiosi
Ore 16.15 incontro con gli ammalati nella chiesa del Gesù
Ore 17. Incontro-festa con i giovani e le famiglie sul lungomare Caracciolo
Ore 18.15 partenza in elicottero dal porto

Nelle foto, Papa Francesco, una veduta di Buenosa Aires e le Vele di Scampia

Per saperne di più
www.papafrancescoanapoli.it/programma/papa-francesco-a-napoli-21-marzo-2015

Limitazioni alla circolazione delle auto

Dalle ore 00,01 del giorno 21 marzo e comunque fino a cessate esigenze dello stesso giorno, sar  vietato il transito veicolare nell’area delimitata da

Via Fuorigrotta, Via Caracciolo, Via Giordano Bruno, Corso Vittorio Emanuele, Via Salvator Rosa, Via Santa Teresa degli Scalzi, Corso Amedeo di Savoia, Via Amerigo Vespucci, Via Nuova Marina, Piazza Garibaldi, Via Arenaccia, Corso Meridionale, Via Taddeo da Sessa, Via Nuova Poggioreale, Piazza Carlo III, Via Foria, Via Nicola Nicolini, Via Filippo Maria Briganti, Piazza Giuseppe di Vittorio, Via del Cassano, Via De Pinedo, Strada Comunale Limitone di Arzano, Strada Comunale di Casavatore, Via Roma verso Scampia, Via Fratelli Cervi, Via della Resistenza, Via Bakù, Via Pietro Gobetti, Via Ettore Ciccotti, Via Milano, Via Regina Margherita, Via Comunale Vecchia di Miano, Via Alessandro Mazzocchi, Via Arcangelo Ghisleri, Via Fratelli Cervi, Piazza Giuseppe Zannardelli.