“Bioetica, una rivoluzione postmoderna” (Salerno editrice, Roma, pagg.78, euro 6.72) è il titolo dell’ultimo piccolo grande libro di Francesco Paolo Casavola. L’autore, giurista, storico del diritto romano, Giudice e dal 1992 al 1995 presidente della Corte Costituzionale, presidente del Comitato Nazionale per la bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si occupa in questo breve ma intenso libro, dei più gravi problemi bioetici della modernit .
Per ammissione dello stesso autore “più domande che risposte, più ipotesi che certezze, più problemi che dogmi, fanno da pietre miliari al cammino della bioetica”, che viene più volte definita come “la grande rivoluzione culturale della modernit “. In un quadro socio-culturale in cui accade ormai «la concomitanza fra lo straordinario progresso delle scienze del corpo e l’affermazione dei diritti umani», ovvero, come si esprimeva gi  Antonio Rosmini Serbati, viene riproposta l’affermazione della persona umana in quanto questa è da considerare «il diritto umano sussistente» , la bioetica si pone come scienza nuova, capace di sintetizzare esigenze diverse.
Il volume, pubblicato dalla Salerno Editrice, si inserisce nella collana Astrolabio, diretta da Enrico Malato, pensata per “fare il punto” su grandi temi, figure, momenti, aspetti della nostra cultura e della nostra storia. E cos abbiamo l’opportunit  di leggere delle bellissime pagine, dove i concetti di Vita e Morte vengono rielaborati, calati nel mondo giuridico e reinterpretati nella veste di un lucido ragionamento, razionale e affascinante, soprattutto per l’importanza degli argomenti. Il tema del fine vita, del “right to die”, arricchito dalle istanze della societ  civile, presenta spunti di riflessione morale, politica, prima ancora che strettamente giuridica.
Altrettanto impegnativa è la questione dell’inizio Vita, resa ancora più affascinante dai recenti fatti di cronaca e dalle sicure future applicazioni giurisprudenziali (si pensi al recente problema italiano sulla fecondazione cd. "eterologa”). E se la duplicit  Vita-Morte sembra essere il filo conduttore che lega i tre capitoli di cui si compone l’opera, non va sottaciuto che il nucleo essenziale del discorso si snoda lungo il concetto di dignit  delle persona. Proprio la dignitas sembra legare a tali concetti problemi di natura diversa; “schiavitù, prostituzione, auto asservimento, tortura, condanne a supplizi capitali, disserzioni anatomiche, tecnologie della riproduzione, aborti, conservazione degli embrioni, suicidi e prolungamento e abbreviamento della vita, trapianti di organi si tendono lungo un filo che unisce tempi e situazioni di ignoranza e di barbarie a tempi di grande civilt  delle conoscenze e della morale”.
Il testo di Casavola offre preziosi spunti di riflessione, che andrebbero ripensati, intimamente, da tutti noi. Perch di bioetica non dovrebbero occuparsi solo gli studiosi, filosofi, giuristi, storici, teologi che siano, ma qualunque essere umano dotato di scienza e coscienza.

luned 28 aprile 2014

In foto, la copertina