Le vicende personali di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del testamento biologico e delle opportunit  terapeutiche offerte dalla scienza moderna, la necessit  di interventi legislativi per garantire soluzioni efficaci al conflitto tra difesa della vita e libert  di scelta individuale.
L’associazione “Oltre il chiostro”, in collaborazione con la regione Campania e l’universit  degli studi di Salerno, presenta gioved 20 novembre un incontro dal titolo “Morte cerebrale e uscita dalla vita domande etiche e soluzioni legislative.”, che si terr  alle ore 10.30 presso la sala auditorium della torre c/3 del Centro Direzionale a Napoli.
Interverranno esperti e docenti universitari, tra i quali il professore Pasquale Giustiniani, docente di bioetica presso la seconda universit  degli studi di Napoli e gi  membro del comitato bioetico della regione Campania, uno dei maggiori studiosi in campo internazionale.

Professore Giustiniani, a suo giudizio i numerosi dibattiti su eutanasia e testamento biologico possono aiutare la bioetica?
“La discussione non nuoce ed è positiva. Gli stessi pionieri della bioetica hanno detto che il confronto pubblico su questi temi permette di individuare dei criteri condivisi di analisi e riflessione. molto importante tenere alta l’attenzione, anche in considerazione del grande interesse manifestato dall’opinione pubblica”.
In Campania quanti sono i casi di persone in stato vegetativo permanente?
“Sono membro del comitato regionale per l’aiuto al malato terminale e le posso dire che il nostro lavoro ha permesso di preventivare la realizzazione di circa dieci posti letto riservati a questi malati per ogni asl campana. sufficiente fare un rapido calcolo per comprendere quale sia la situazione, il trend è molto chiaro”.
La sua esperienza come membro del comitato regionale di bioetica e della sezione campana dell’istituto di bioetica può aiutarci a capire quali sono le iniziative di queste istituzioni in Campania…
“Sono istituzioni regionali molto attive, svolgono un compito di monitoraggio, promozione della prevenzione sulle malattie, ispezione del malato terminale nelle asl campane. Non solo i malati oncologici, ma anche tutti quelli che hanno un’ aspettativa di vita inferiore ai dodici mesi. Questi malati sono seguiti dalle famiglie, che devono sopportare il peso fisico e morale di accudirli e hanno estremo bisogno di aiuto, perch è necessaria un’assistenza domiciliare continua”.
La bioetica napoletana vanta esperti di fama internazionale, con istituzioni universitarie e centri all’avanguardia nella ricerca e nell’insegnamento delle discipline collegate. Un esempio di eccellenza nel panorama scientifico campano.
“S, sono esempi prestigiosi della qualit  nella ricerca scientifica della nostra regione. Il Cirb (Centro interuniversitario di ricerca bioetica, ndr) raccoglie sette facolt , tra cui Giurisprudenza e la facolt  Teologica, e si occupa di ricerca. La sezione campana dell’istituto nazionale di bioetica dedica la sua attivit  alla ricerca, produzione di documentazione e organizzazione di convegni, anche per le scuole superiori e medie. Il centro di bioetica presso l’associazione “Oltre il chiostro” è molto attivo nell’organizzazione di eventi, incontri ed ha una particolare attenzione per la divulgazione di questi temi verso i ragazzi più piccoli, attraverso per esempio una collana editoriale di bioetica a loro dedicata”.
Alla fine degli anni ’80 fu lei ad avere l’idea di inserire la prima cattedra di bioetica in una facolt  napoletana. Il corso ha avuto successo tra gli studenti?
“Non è un corso istituzionale, ma complementare i suoi temi sono trasversali a più discipline. Ho riscontrato un crescente interesse dei giovani per la bioetica, oggi abbiamo molti iscritti e anche parecchi uditori esterni che frequentano le lezioni. Sono argomenti affascinanti e i ragazzi sono intrigati dalla loro ricchezza e complessit “.
Quali sono i temi a cui i ragazzi sono più sensibili?
“Senza dubbio quelli di maggiore attualit , come la procreazione medicalmente assistita, la questione dell’eutanasia sollevata dal caso Englaro e i trapianti d’organi. Ma sono molto sensibili anche ai temi classici come la bioetica ambientale, quindi il problema dello smaltimento dei rifiuti, e la vivisezione animale”.
In un suo recente intervento pubblicato sul sito internet dell’istituto di bioetica lei afferma la necessit  del primato della relazione e del dialogo col malato sofferente. Quindi la prospettiva che lei indica è quella del contenimento della sofferenza, lasciando in secondo piano il profilo medico…
“Un errore di queste discussioni, in particolare nel dibattito sul caso di Eluana Englaro, è pensare che il problema sia esclusivamente di tipo medico. Si parla di terapia del dolore, delle implicazioni morali e giuridiche delle varie forme di eutanasia e del suicidio assistito, si denuncia il rischio delle pratic            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eEèHlèNO» OJe
tnRpeKKKYT DeS pHKL  he mediche che sconfinano nell’accanimento terapeutico. Ma i problemi sono soprattutto sociali, non solo medici. A mio avviso la domanda fondamentale è come accompagniamo il malato? Che tipo di aiuto offriamo alle famiglie? Investire opportunamente nella relazione consente di accompagnare il malato in quel tratto di esistenza che gli resta comunque da vivere ancora e prepara le condizioni per una morte dignitosa”.
L’incontro del 20 novembre è anche l’occasione per parlare del disegno di legge attualmente in discussione alla commissione sanit  del Senato sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Qual è il suo giudizio sul testo della legge?
“La discussione in Senato mi sembra in stallo, il Parlamento deve decidere che tipo di legge approvare. Sul disegno di legge il mio giudizio è positivo, ma il legislatore deve limitarsi a fissare dei paletti senza preoccuparsi di curare questioni troppo tecniche, perch il vocabolario è materia che riguarda gli studiosi. Io sono per una legislazione soft, che dia grandi orientamenti e direttive generali per una precisa definizione dei problemi sul piano normativo, cos da permettere alle istituzioni locali di poter applicare le regole e lasciare spazio alle eventuali valutazioni di comitati etici indipendenti, piuttosto che attendere le sentenze di tribunali civili e penali”.

Nella foto sopra, Pasquale Giustiniani. In basso, la locandina dell’evento