Si inaugura domani, 15 maggio ore 17.00, la personale di Silvana Maglione nella galleria Movimento aperto di Ilia Tufano in mostra un grande trittico, quattro tele di medie dimensioni e venti 30×30 “I piccoli quadri hanno una funzione più analitica, sminuzzano il discorso delle tele più grandi in una ripresa particolare, quasi volessero intraprendere una narrazione più attenta ai particolari di una storia più grande ed estesa” spiega l’artista. Flash sul tema della comunicazione, sottotitolo “Sinestesie” perch Maglione torna ad occuparsi del corpo come strumento di dialogo, un dialogo di per s arduo che dunque necessita di un’interazione tra i sensi. “Oggi – prosegue – ritengo la sinestesia come terreno privilegiato di indagine, una sinestesia che attraverso la contaminazione di organi sensoriali e delle sensazioni corrispondenti o alterate, ridia il senso di una figuralit  nuova ed apra un nuovo campo alla mia ricerca artistica. L’idea è scaturita da una mostra collettiva su Totò. Il piccolo quadro dedicato ad “Uccellacci uccellini” in cui Totò ascolta se stesso mi ha fornito la traccia per un lavoro artistico rivolto su se stessi ad ascoltare se stessi, non escludendo il mondo ma potenziando le capacit  di ascolto penetrare il mondo a partire da una sfera sostanzialmente individuale, ascoltare se stessi per ascoltare il resto”.
Allieva di Perez all’Accademia di belle arti, Maglione torna nella galleria di Via Duomo dopo la mostra che la vide protagonista nel ’97.
Una pittura impalpabile, leggera, trasparente. Dalle mille evocazioni, densa di poesia ma anche di fisicit . Guarda al mito con occhi di donna “Il mito è un serbatoio sterminato di immagini, storie, se vogliamo anche ingenue fantasticherie che hanno nella descrizione della propria capacit  sensitiva la chiave di approccio per instradarsi verso la comprensione dell’altro e della realt  circostante. Non penso che questa modalit  espressiva sia regressiva o rivolta all’antico, alle origini, in una sorta di ritorno ad un mondo incantato dei primordi della nostra cultura e civilt . Forse c’è anche questo desiderio, magari inconscio, ma l’elemento discriminante non consiste in ciò. La riproposizione sinestetica non è per me una via di fuga dalla drammaticit  del reale, ma il modo per ricondurre questa alla semplicit  del sentire del guardare o del guardarsi come espressione vera dell’uomo accanto al produrre, all’inventare, al progettare il nuovo. Sono nati cos alcuni lavori che vanno letti in questa direzione e che si richiamano anche con il titolo, alla figura di Orfeo, al prometeo, a Narciso”.

Silvana Maglione, fino al 15 giugno, galleria Movimento Aperto
Via Duomo 290/c
Info tel. 3332229274

Nelle immagini due delle opere in mostra