Steve McQueen napoletano

Dal suo buen retiro, Maurizio Boni, l’ultimo imperatore della movida partenopea, affida alla pagina scritta le sue innumerevoli avventure on the road. Il by night si intreccia con il by day in “un libro-non libro” come l’autore stesso usa definirlo- scritto alla maniera di un block notes, per riconciliarsi con se stesso nel vorticoso tourbillon che ha animato i suoi primi cinquant’anni, con il piede sempre premuto sull’acceleratore, “tra piccole vittorie e grandi sconfitte”. In “Ci sentiamo in questi giorni” (Boopen Led, pp. 134, euro 10) lo “Steve McQueen napoletano” si confessa, aprendo la porta del privato agli amici fidati che ne hanno condiviso le gesta , ai tanti che l’hanno conosciuto nella veste di imBONItore e di selector inflessibile all’ingresso dei locali ( quanti no ha sciorinato con arte!) e, come non si potrebbe, nell’era di internet, allo sterminato popolo di facebook, in delirio per i suoi post. Nel social network più seguito del momento, Boni è una celebrity, una sorta di street philosopher che trasferisce alla tastiera una valanga di aforismi e sgangherati consigli di vita , tra il serio e il faceto. E il Boni-pensiero si dipana nel plot di questo “memorandum caotico e esplosivo in cui lui stesso è l’unico filo rosso” osserva Maurizio Ponticello, che ha curato la prefazione al volume. E’ nato prima Boni o l’industria del divertimento? Rispondere significa aver trovato l’uovo di Colombo. Di certo Maurizio Boni ha impresso il suo marchio di fabbrica, un mix di carisma e professionalit  indiscussi, o per meglio dire, il suo “soffio vitale” a locali che hanno fatto tendenza per generazioni. E’ stato un maestro per quei P.R. che, vedendolo operare sul campo, hanno cercato di carpire i segreti di uno stile inimitabile. Questo “vampiro della notte (almeno per met )” parla anche dei suoi legami, sfatando inossidabili luoghi comuni che hanno contribuito a creare il leggendario eroe maledetto, invidiato da tutti. Il “perdigiorno e perdinotte per professione” si mette a nudo in un libro che vuole essere anche un vademecum: “Imparate da me, soprattutto quello che non si fa. Quello che non si deve fare mai e poi mai”. Un monito che viene da chi, a torto o a ragione, con la vita si è sporcato le mani. Tra ascese e crack spettacolari, Boni sta ancora qui. Perch la formula vincente è il suo metodo: “chiacchere, simpatia e trasparenza”, che ha applicato dagli esordi nel negozio di famiglia, passando per i settori immobiliari e tessili, fino all’improvvisato mestiere di agente di articoli odontotecnici. In realt , il prodotto che piace e che vende è se stesso. Oggi Boni ha chiuso con il mondo della notte, sempre più orientato al divertimento di massa che svilisce il P.R. di qualit , ridotto ad affaristico “portagente”. Imperativo categorico: riempire il locale. Per fare cassa. Dunque, una selezione “allegra”: “dentro i tamarri in libera uscita il sabato”. Non è questo lo stile Boni. Il cambiamento di vita diventa, pertanto, una scelta inevitabile.
A seguire, l’intervista con l’autore.

Lei , che conosce il by night meglio di chiunque altro, ritiene che la figura del P.R. vero e proprio sia ormai definitivamente tramontata?
“Direi estinta. Oggi ci sono più “portagente” che veri P.R. Si pensa che basti avere un po’ di contatti sul cellulare, un po’ di seguito e, voil , si cimentano a lavorare nel by night. Colpa anche degli stessi P.R. che necessitano di clientela sempre nuova e, pertanto, finiscono per assoldare i “verginelli” che portano un po’ di freschezza in cambio di pass, consumazioni e pochi euro facili. In realt , bravi nel fare pubbliche relazioni si nasce, inutile sforzarsi. E’ un arte districarsi nelle conversazioni, argomentare e persino riuscire a mollare con una battuta appropriata, lasciando il cliente soddisfatto e appagato. Ad alcuni si può piacere, ad altri meno: fa parte del gioco. Ciò che conta è far sentire il cliente un amico, spendere del tempo per coccolarlo, esserci sempre quando occorre. Spesso capita di darsi ” dei pizzichi sulla pancia” per accontentare o, al contrario, di essere costretti a dire dei no, ma va fatto con gentilezza, sorriso e savoir faire”.
Trova che sia cambiato il popolo della notte nel corso degli anni?
“Recentemente sono stato di nuovo in giro per promuovere il libro e mi accorgo che non c’è proprio nulla di luccicante. Difficilmente si vivono serate con le atmosfere di un tempo: gioviali, naturali. La gente si intrattiene a parlare, ma guarda altrove, distratta e non appagata. Osservo che, quando entrano nel locale, danno l’impressione di doverlo fare per forza. Ovviamente, non bisogna generalizzare, ci sono sempre i gruppi e le comitive che si divertono davvero, ma perlopiù sempre le stesse facce, il solito girotondo”.
Mi sembra di capire che non le manca il by nignt?
“A volte mi mancano le situazioni divertenti che si creavano facendo la selezione, e, perch no, i soldi facili, ma meritati”.
Occhiolino strizzato: "Ci sentiamo in questi giorni&quo            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
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»E  »RLIKERESETeNULLSHARESLAVErPSIGNMIDptkoi8uRTRIM:eROWS ptxxïït; è la frase che si è cucito addosso, una sorta di esortativo passepartout diventato un must per Maurizio Boni…

” E’ un titolo che mi piace molto, significa tante cose: è un modo di congedarsi simpaticamente nei vari incontri per strada; può intendersi, inoltre, come una spinta a dire ciò si pensa senza indugi, perch in futuro potrebbe non presentarsi più l’occasione; volendo, si può usare come forma di saluto al termine di incontro di coppia”
Nel libro c’è un paragrafo intitolato "Rimpianti", in cui ripensa intensamente ai tuoi genitori: davvero oggi è riuscito a mettere in pratica i consigli che le davano da ragazzo?
“Se avessi ascoltato i miei, non avrei fatto un po’ di errori, ma forse oggi rimpiangerei di non agito di testa mia. Tra l’altro mio padre si arrabbiava, ma di sottecchi si divertiva”.
E’ scattata quale molla che l’ha spinta a mettere la testa a posto?
” Magari si riuscisse a cambiare. Ho smussato qualcosa, ma chi nasce tondo non muore quadro. Ho imparato ad avere rispetto di me stesso, a dire di no, a non comportarmi in certo modo soltanto per piacere agli altri. Attualmente vivo nel villaggio dove lavoro e, se voglio vedere qualcuno, decido io le modalit  , altrimenti sto con la mia splendida comitiva: gli uccellini, i pesciolini e me stesso. Paradossalmente ho diecimila contatti, tante telefonate e commenti su facebook. Con tanti anni di vita on the road, non posso fare due passi in citt  che mi fermano ogni tre minuti. Gli amici veri, però, sono pochi, per scelta”.
Se avessi un figlio, che padre saresti?
“Adoro i bambini e loro se ne accorgono, mi cercano, mi fanno regalini, anche quelli più timidi mi sorridono. Se diventassi pap , sarei sempre presente; se fosse una femminuccia, sarei iperprotettivo. Di fatto, gi  lo sono con le persone che amo”.
Progetti in cantiere?
“Sto iniziando a scrivere la sceneggiatura per portare, con le dovute modifiche, il libro a teatro per Natale. Poi auspico di continuarlo, dato che in origine era più lungo e approfondiva gli argomenti trattati”.

In foto, la copertina del libro