Quando le canzoni ricalcano il vissuto di chi le scrive o filtrano le vite degli altri diventano atti poetici che, sconfinando nei meandri più segreti, creano ponti con l’immaginario. E di queste suggestioni intense per la variet  di colori, di suoni e di affetti, in una carriera che ormai va per i quarant’anni, Nino Buonocore ne ha regalate tante. Con Rosanna”, ” Scrivimi”, “Il mandorlo”- per citarne solo alcuni dei suoi brani più noti- arriva la consacrazione e la visibilit  mediatica, dalla quale però, nei primi anni 90, il cantautore napoletano si distanzia per ritagliarsi autonomi spazi di riflessione e di ricerca. Tra nuovi arrangiamenti e raffinate e complesse sperimentazioni si arriva al 2004, quando esce “Libero passeggero". E’ l’inizio di una stagione nuova segnata dalla collaborazione con un sestetto di qualit  che, a tutt’oggi, lo affianca in sala di registrazione e nei concerti live. Attualmente Nino Buonocore sta lavorando a un nuovo disco e ne ha offerto qualche chicca sul palco del Napoli Village Festival alle Terme di Agnano. Accompagnato da Antonio Fresa (piano), Carlo Fimiani (chitarra), Antonio De Luise (contrabasso), Vittorio Riva (batteria), Peppe Plaitano (sax), Nino Buonocore ha emozionato il pubblico attraversando un repertorio consolidato che si arricchisce con i timbri e le sonorit  jazz e la freschezza dei brani inediti. E’ un racconto di se stesso quello che l’artista napoletano ha offerto al pubblico, con aneddoti che rimandano all’infanzia.
” Vengo da una famiglia umile e andavamo al mare portando dietro le sedie e l’ombrello (sorride, ndr), era un vero e proprio trasloco. Sono bei ricordi, erano estati con altri sapori si parlava di calcio, ma senza livore e il jukebox suonava “Il mondo ” di Jimmy Fontana, un pezzo meraviglioso”. E intanto imbraccia la chitarra per “Fatti cos” . Di un’ipnotica malinconia il gran finale con i brani “Sabbia”, “Dopo l’amore” e “Solo un po’ di paura” perch “c’è una tristezza bella, che fa pensare, che crescere”.
Abbiamo incontrato Nino Buonocore nel backstage prima del concerto e pubblichiamo l’intervista ci ha rilasciato.
A partire dal 2004 con “Libero passeggero” comincia una nuova fase della tua carriera musicale. Si tratta di momento di grande passaggio caratterizzato da un avvicinamento al jazz che, in realt , è una vecchia conoscenza…
“Un’evoluzione quasi naturale, direi, ma io credo di aver iniziato senza pormi obiettivi precisi su quale potesse essere il vestito della mia musica. Alla fine ciò che conta sono i contenuti, l’estetica la lasciamo agli altri. Non mi sono mai preoccupato di come confezionare quelli che volgarmente chiamiamo prodotti, mi interessa, invece, tirare fuori tutta la verit  che ho dentro, tutto il piacere di fare il musicista e cerco di guardare la musica a 360 gradi. Ormai il purismo è morto, c’è contaminazione, dunque non solo il jazz, probabilmente visiterò altri scenari perch ho voglia di scoprire cose nuove”.
Alla conferenza stampa del Napoli Village Festival mi ha colpito una frase che hai pronunciato nel corso del tuo intervento, quando, con una punta di ironia, in risposta a un applauso fragoroso, hai detto ” Vi ricordate ancora”, alludendo a mio avviso al fatto che l’uomo della strada, probabilmente , si interroga su che cosa stia facendo Nino Buonocore…
“Io non direi che sia stata ironica quella battuta, bens una sottolineatura del fatto che spesso gli artisti vengono considerati tali solo se se hanno una visibilit . In tal caso sono presenti. Quando ho capito che ciò che conta non è il presenzialismo, ma la qualit  della presenza, ho avuto un certo distacco con i vantaggi e gli svantaggi connessi da una parte c’è la possibilit  di fare ciò ti pare, dall’altra la constatazione che la notoriet  passa attraverso questi mezzi” .
Perch nel 1993, mentre eri all’apice del successo, decidesti di allontanarti?
“Perch ci sono stagioni in cui cominci a prendere consapevolezza dei tuoi mezzi e diventi più riflessivo, più duro, però anche più determinato. Avevo bisogno di un momento di grande riflessione perch forse a me lo star system non è mai piaciuto, o meglio ne avevo una visione troppa romantica. In questo attuale non mi riconosco, pertanto cerco di prenderne le distanze, senza mai abusarne troppo, fermandomi a ciò che è necessario per la mia attivit “.
C’è stato nella tua vita un incontro importante o un episodio che, in qualche modo, ha lasciato traccia nel tuo attuale percorso musicale?

“S, c’è sicuramente un passaggio molto importante, che si è verificato circa dieci, dodici anni fa. Un produttore, di cui non faccio il nome, era interessato alla mia musica, pertanto ci incontrammo e io feci ascoltare delle cose che, ovviamente, erano il frutto del lavoro di quell’epoca e che, oltretutto, sono molto vicine a quelle che sto facendo adesso. Successe una cosa stranissima lui si aspettava la replica di “Scrivimi”, di “Rosanna” e allora mi disse “tu hai bisogno di sdoganarti”. Questa parola era tra le peggiori che po            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Nel preparare la scaletta di stasera (30 agosto, ndr) hai privilegiato i vecchi successi o i recenti lavori?
“Di solito nelle scalette cerco di fare un mix tra le canzoni che rappresentano la mia identit  musicale e brani un po’ più coraggiosi, che sono la parte un po’ nascosta del Nino pubblico. Credo che sia interessante perch anche per me è sempre una verifica. E’ bello sperimentare quando sei sul palco, al contrario il disco è un prodotto finito, chiuso, mentre dal vivo ci sono dei vantaggi enormi.
A cosa stai lavorando in questo periodo?
“Sto lavorando al nuovo disco e credo sia la summa del percorso iniziato con “Libero passeggero”, nonch di tutti i passaggi che ho toccato dal punto di vista musicale”.
Dobbiamo attendere ancora molto per poterlo ascoltare o sei alle ultime battute?
“Non molto, tra l’altro stasera (30 agosto, ndr) presenterò dei brani in anteprima, degli inediti, però non li annuncio. E’ una cosa curiosa, eppure tanti anni fa si usava fare cos quando si scrivevano delle canzoni nuove si verificano, si tastava il polso del gradimento del pubblico. Nel tempo questa consuetudine si è un po’ perduta dal momento che il disco, ormai, la fa da padrone essendo l’identit  dell’artista. Per me questo non è vero io sono più me stesso sul palco di quanto lo sia nel disco”.
Il Napoli Village Festival continua con Mariangela D’Abbraccio in “Teresa la ladra” ( il 4 settembre), James Senese (previsto per il 1 settembre e rinviato al 6 causa maltempo), Isa Daniele nel recital “Fragile” (in programma il 31 agosto e spostato all’8 settembre a causa delle pessime condizioni meteorologiche), Nicola Piovani con “Viaggi di Ulisse” (il 9 settembre). Gli spettatori potranno accedere agli spettacoli rinviati con il medesimo biglietto acquistato in prevendita. Inizio spettacoli ore 21/21,30

Per saperne di piùwww.napolivillagefestival.com

In foto, Nino Buonocore durante il concerto alle Terme di Agnano