Oltre venti anni addietro nasceva “La nuova drammaturgia” “Il dopo Eduardo” .
Autori come Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Fortunato Calvino si confrontavano
con il teatro classico, portando in scena testi innovativi e di rottura “Le
cinque rose di Jennifer” “Festa al celeste e nubile santuario” ” Cravattari”
Tematiche che i nostri coraggiosi autori e registi imposero come la nuova
scrittura contemporanea, e furono acclamati, premiati dal pubblico, dalla stampa
e dalle istituzioni. I nostri ancora oggi (tranne il compianto A.Ruccello che
viene comunque ancora oggi interpretato da grandi nomi del teatro nazionale)
portano avanti con tenacia i loro testi, in una epoca dove fare teatro di
respiro sociale, economico e politico è molto difficile. Testi che parlano di
emarginazione, solitudine vengono autoprodotti tra mille difficolt .

Domani sera, alle 19, al Mercadante, nell’ambito di Napoli Teatro Festival, in anteprima nazionale, va in scena Cristiana Famiglia, scritto e diretto da Fortunato Calvino che riproporr  la pièce nella stagione invernale.
“La famiglia- spiega l’autore e regista- nucleo centrale e fondamentale della nostra societ  è in
Cristiana Famiglia un affresco sull’oggi, dove ogni figura/ personaggio
rappresenta “isole” di individualit , di egoismi.
Una famiglia,questa, divisa al suo interno da due modi di interpretare la
vita da un lato il fratello operaio legato a valori di umanit  e di onest ,
vittima di un contesto economico che lo emargina mortificando il suo impegno
in un movimento politico, dall’altro il fratello più giovane che punta a
diventare un boss malavitoso. Arrogante, violento, tenta il salto di qualit  in
un ambiente dove la supremazia si conquista versando il sangue di chi si oppone
o è di ostacolo a un proprio progetto di potere. Il guadagno facile, il
desiderio di sentirsi socialmente arrivati genera spreco e ottuso consumismo,
illusione di felicit , omologazione al superfluo.
Lo scontro fra i due fratelli è forte e impietoso, mentre le figure femminili
inutilmente tentano di tenere i cocci di un nucleo che va disgregandosi.

Calvino, ma questi due mondi cosi diversi e cosi simili riescono a
convivere sotto lo stesso tetto? E gli strumenti di comunicazione quali sono?

La presenza di più televisori in casa evidenzia l’incomunicabilit  che
regna tra i componenti della famiglia e l’assuefazione a una realt  mediata
dal piccolo schermo. Qui una guerra, emblema di tutte le guerre, sta per
scoppiare, continuamente rimandata, crea un’attesa, una tensione da sceneggiato
televisivo a puntate, dove anche la morte diventa rappresentazione, finzione,
privata dell’orrore e della sua reale crudelt . La tv ci abitua a convivere
con la guerra e le sue mostruosit  e la nostra famiglia è talmente immersa
nelle sue beghe che quando la guerra scoppier  violenta, trascinandoli in un
abisso senza fondo, non se ne renderanno conto. L’imbarbarimento è compiuto.

Chi sono i protagonisti di questa sua messinscena?

Mi accompagnano in questa operazione attori con una storia teatrale importante
e che si sono spesso confrontati e rapportati con testi di autore, calcando
palcoscenici nazionali e internazionali. Paola Fulciniti, Ingrid Sansone, Gina
Perna, A.Amato de Serpis,Patrizia Eger, Massimo Finelli, Mariano Gallo Angelo
Borruto.

Bene, Calvino. Sarò in prima fila al teatro Mercadante, per applaudire il
suo lavoro.

In foto, una scena dello spettacolo