Che la scuola italiana sia sotto assedio non è notizia dell’ultima ora. Accorpamenti dei piccoli e medi istituti, licenziamento del personale docente, e strutture per niente adatte alla formazione di studenti, che si ritrovano ad avere sempre minor spazio all’interno del dibattito sulla pubblica istruzione. Ma, fortunatamente, non è notizia dell’ultima ora neanche quella delle vie alternative a istituti scolastici, sempre meno all’altezza delle richieste della propria utenza.
Nella suggestiva sede della “Fondazione Valerio per la storia delle donne” , è stato presentato il progetto “Campus Fellini Napoli”. Il corso quinquennale per il conseguimento del diploma in “tecnico della produzione audiovisiva”, (che permetter  l’accesso a qualsiasi facolt  universitaria) in collaborazione con l’istituto paritario “Fellini” di Torino e “Maidinitali management creativo”, vuole rivolgersi a quei 23.000 ragazzi che in Campania rinunciano a una corretta istruzione, per i motivi più disparati. Dopo il susseguirsi di ripetute bocciature, una frequenza discontinua e famiglie che non sempre sono in grado di affrontare il disagio dei proprio figli – i cos detti “fuori standard”- trovano rifugio e prospettive, molto spesso , nelle fila della manovalanza camorristica. Troppo spesso messi alla berlina ed etichettati semplicemente come “ragazzi difficili”, proprio tra le mura di quella che dovrebbe rappresentare la possibilit  di un riscatto concreto (la scuola), trovano il fallimento e la frustrazione. L’istituto Fellini pone come primo obiettivo della propria ricerca proprio la comprensione di questo disagio. “La dispersione scolastica come racconta il direttore di produzione Gian Stefano Mandrino è caratterizzato in primis dal nostro modo di vivere. Non essendoci più la famiglia, come altro referente della scuola, ci troviamo a giocare una partita su un biliardo a tre lati, è inutile. Prima o poi la pallina cade.”
Per ovviare alla mancanza del cos detto “quarto lato”, il Campus Fellini Napoli ha istituito dei percorsi personalizzati, ad alternanza scuola-lavoro, per ovviare alle mancanze di una scuola pubblica sempre di più sotto assedio. Uno dei problemi maggiori di questo fenomeno cos preoccupante quale la dispersione, è proprio la carenza dell’offerta formativa, come testimonia la preside Anna Mazzarella.
“L’apprendimento avviene tramite forze emotive molti dei ragazzi di cui ci occupiamo vivono condizioni di forte disagio famigliare. Gli istituti non sono modellati sui bisogni dello studente”. E proprio a quelle forze emotive, a volte molto più forti della voglia stessa dei ragazzi di trovare una via d’uscita concreta, vuole rivolgersi il Campus.
Sapersi raccontare. E trarre da quelle storie materiale e motivazione per riscattarsi. Proprio per questo il Fellini non forma solo la branca delle cos dette “materie curriculari”, ma con ben 4 tutor a completa disposizione dei ragazzi (un tutor umanistico, uno scientifico, uno tecnico e un coordinatore generale), si presenta come una vera e propria scuola della comunicazione e di educazione allo studio.
“A noi non interessa che il ragazzo in questione non sia diplomato, o quante volte possa aver fallito nel corso della sua carriera scolastica, ma che non abbia trovato la scarpa giusta con cui camminare- spiega Mandrino – vogliamo aiutare i ragazzi a diventare adulti e cittadini consapevoli e a sviluppare un rapporto critico con le materie di studio, per poterle veicolare nel mondo del lavoro”.
Proprio per formare una coscienza critica, e lo sviluppo delle proprie possibilit , l’istituto Fellini sottopone i suoi studenti a esami di maturit  annuali, per tutte le classi. La scuola non si presenta in alcun modo al ragazzo se non con l’esperienza diretta. Infatti è solo dopo 3 giorni di prova che riceveranno spiegazioni circa la struttura, da parte dello staff. L’idea di fondo è che non si possa, tutt’oggi, ancora ritenere che esista una sola via per l’apprendimento, e che i ragazzi vadano ascoltati per migliorare la qualit  dell’istruzione.
Politica che trova la sua piena espressione in Oriana De Iulio, referente del Campus Fellini Napoli, che ha alle spalle gi  diverse esperienze significative con ragazzi “difficili” e molto spesso per questo abbandonati, come ad esempio quelli dell'”Istituto Caselli”. Una scuola che abbraccia il circondariato di Miano, Secondigliano, Piscinola e altre realt  difficili, e nella quale De Iulio ha lavorato come tutor per tre anni. “Sono riuscita a stabilire con questi ragazzi un legame, che paradossalmente è stato quello della comunicazione, chiedevo loro di scrivere temi”. Proprio come i “Freedom writers” di Erin Gruwell, un’insegnante idealista di un liceo californiano che grazie alla scrittura e alla comunicazione è riuscita a far riscattare i suoi studenti “fuori standard”, De Iulio ha incentrato il suo “programma di recupero” sulla comunicazione. Temi sgrammaticati, scritti in dialetto che trattavano i problemi più disparati, ma soprattutto cercavano di dar forma a dolo            6                 è« «    oè  ári e disagi quotidiani. Questo è anche l’obiettivo del Campus napoletano, che nel cuore di piazza Garabaldi (civico 73), dar  ascolto e supporto a questi ragazzi. E la scarpa giusta con cui camminare.
Per saperne di più
www.istitutofellini.it

Sede dell’istituto Piazza Garibaldi 73

In foto, un momento della presentazione del progetto