Ore otto del mattino, appuntamento con Rosario e Tony, partiamo per andare a Montevergine nel giorno della "Candelora", Ogni anno, il 2 febbraio, in occasione della Candelora, si svolge a Montevergine, in provincia di Avellino, un rituale dalle origini antichissime. Il rituale prevede una salita processionale al santuario (XII secolo) situato a 1270 metri di altezza sul massiccio oggi denominato “Partenio” (termine greco che indica le giovani donne non maritate), ma un tempo chiamato in diversi modi “monte di Cibele”, “monte Virgiliano o di Virgilio”, dove si celebra per i cristiani la Candelora, ovvero la festa che rievoca la presentazione di Gesù al tempio quaranta giorni dopo la nascita.
In realt , questa festa è complessa anche nei fatti che ricorda, perch è legata, tra l’altro, alla Purificazione della Vergine. Prima di dirigerci al Santuario passiamo a prendere Sas , un anziano signore memoria storica delle tradizioni napoletane. Partiamo e dalla sua borsa che mi fa pensare a quella di Mary Poppins estrae caffè, una bottiglina di anice, e ancora ‘o Casatiello"che gentilmente offre a tutti.
Ridiamo, scherziamo durante il tragitto e arrivati ai piedi del monte iniziamo a recitare il rosario "Viva Gesù, ostia a tutti i tabernacoli del mondo". Finalmente sullo spiazzale del Santuario, incontro persone dello spettacolo e della cultura Partenopea. Patrizia Spinosi, Paolo Valerio Miriam Lattanzio, Antonello Sannino, Laura Matrone, Gina Piscitelli, Il Gruppo la Napoli Popolare, Gerardo degli Spacca Pensieri, Luca Rossi, e tanti ma tanti altri.
Marcello Colasurdo prima di iniziare a salire la scala santa dice " Questa è la festa dell’amore universale, la Madonna ama tutti indistintamente, Mamma Schiavona non fa nessuna differenza. luce prosperit  e festa della vita". Una dichiarazione in contradizione con il pensiero della Chiesa.
Colasurdo sale "le rare" (le scale), intonando antichi canti a lode della Madonna. Rosario Toni e Sas  intonano un emozionante “Canto ‘e Figliole”- E ancora " Fronne e Limone". Volti e voci antiche di antichi cantori, tribali danze accompagnate da tammorre, nacchere, fisarmoniche, putipù. Preghiere, folklore, riti pagani e cristiani, tutto si mescola a danze, pane salcsicce e friarielli mangiati sui tavolini, accompagnati da un buon vino rosso.
"Tutte pe’ te se fa! Mamma Schiavona bella" " O madonna quant si’ bella, che ce fai jnte ‘a sta cappella" "Simme jute e simme venute, quante grazie che avimme avute", "Statte buona Maronna mia, l’anne che vene turnamme a venire". Un’apoteosi di inni, di parole che partono dall’anima, tutto per preservare, tradizioni di cuore, tradizioni di fede.
Dopo la messa, salutiamo la Madonna andando via e senza mai dare le spalle, semplicemente indietreggiando. Poi, le “Paranze” si danno appuntamento nei ristoranti, dove si mangia e si suona. Suoni etnici dal sapore antico, si continua ballare e cantare, la gestualit  dei cantori ricordano amplessi onirici, sguardi inebriati dal vino e dalla danza. Appuntamento a settembre per "’A Juta". Dedicata a Mamma Schiavona.

ORIGINI DELLA CANDELORA
NOTE Era comunemente intesa la presentazione di Gesù al Tempio, l’incontro di Cristo col Santo Vecchio Simeone, che lo benedice. Una data che nella tradizione popolare abbonda di proverbi e che a detta di molti indica come evolver  la seconda parte della stagione fredda. Le credenze popolari variano da regione a regione e in alcuni casi si trovano in opposizione tra di loro. Candelora è il nome popolare (deriverebbe dal tardo latino "candelorum", per "candelaram", benedizione delle candele) attribuito dai cristiani alla festa celebrata il 2 febbraio in ricordo della presentazione di Maria al tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù.
Festa non di precetto, la Candelora in passato era comunque sentita come una ricorrenza di rilievo, soprattutto nelle campagne, dove le chiese, nelle albe fredde del febbraio incipiente, cuore dell’inverno, nella neve o nella nebbia, ovvero con un sole ancora senza calore, vedevano radunarsi non una grande, ma una nutrita folla, per la messa d’una festa considerata della Vergine la Purificazione. Questo in quanto per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni. Per le tradizioni celtiche, questa ricorrenza ha il nome di Imbolc (da imbolg – nel grembo) e risulta particolarmente legata alla triplice Dea Brigit (o Brigid), divinit  del fuoco, della tradizione e della guarigione; Dopo la processione, col rito delle candele, la breve sosta sul sagrato e la via del ritorno a casa erano occupate dalle previsioni del tempo quanto sarebbe durato ancora ilil freddo, essendo la Candelora un cardine per la meteorologia.

Nelle foto, momenti di devozione e folklore per festeggiare la Candelora