Due passioni, due talenti che si prendono per mano e concorrono insieme alla definizione dell’artista. Anna Capasso, è attrice e cantante grosso modo sin da quando ne ha memoria. Perché spesso si comincia per gioco, per attirare l’attenzione degli adulti, imitando quelle voci, quei discorsi, il bel canto, così come un bambino ha modo di ascoltarlo alla TV o in radio. La vita fa il resto, e se il talento incontra prima di tutto una grande disciplina e poi l’occasione della vita, allora forse arrivano le luci della ribalta.
Reduce da pochi giorni da una bella esperienza al David Di Donatello, con il Film “Gramigna” di Sebastiano Rizzo che si è classificato tra i cinque finalisti nella sezione giovani, per il film, tratto dalla storia vera di Luigi De Cicco, figlio di una famiglia malavitosa dalla quale ha deciso di prendere le distanze intraprendendo un suo percorso da lavoratore onesto, pulito, Anna Capasso ha interpretato il ruolo della zia Maria. Il film è portatore di un importante messaggio per le nuove generazioni. È la dimostrazione effettiva di come la determinazione può estirpare il male, quell’erba gramigna che pare non seccarsi mai.

«Il mio ruolo, Maria, la moglie dello zio di Luigi, è una madre coraggio – spiega Anna Capasso – una donna che cerca di nascondere la verità al figlio per proteggerlo, anelando per lui un futuro migliore. Ho sentito fortemente questo ruolo e la sua interpretazione non è stata delle più semplici. Non lo è mai quando vesti i panni di un personaggio esistente. Hai bisogno di metterti a servizio del personaggio, di entrarci dentro senza toccare la sua suscettibilità».
Accanto al cinema abbondano le presenze di Anna in teatro alternando ruoli impegnati a piece teatrali dal sapore leggero, divertente, come “Una notte con Dora” di Marco Lanzuise, con la regia di Gianni Parisi, spettacolo andato in scena al Teatro Cilea di Napoli.
E non c’è la vera arte se manca quella capacità di infilarsi nella pelle altrui, di sentire e agire per  cambiare le cose. Da diverso tempo Anna Capasso è testimonial Unicef, testimonial Telethon ed è ideatrice e organizzatrice del Premio “L’Arcobaleno Napoletano”, un evento che ha luogo ogni dicembre al Teatro Sannazaro. «Quando ero ancora una bambina- racconta l’attrice- mio nonno al quale ero molto legata, si ammalò di tumore. Benché lui abbia sempre cercato di nascondere la sua malattia, di toglierci dal peso della sofferenza, io ho ugualmente vissuto a pieno l’evoluzione del suo male. La mia famiglia ha sempre cercato di darmi gli strumenti per affrontare la realtà piuttosto che proteggermi da essa. Così, tra le corsie degli ospedali, ho avuto modo di osservare la preoccupazione, la disperazione e la rassegnazione che albergano negli occhi di chi ha la morte che gli cammina al fianco». Il premio è dedicato alle eccellenze campane nelle differenti discipline artistiche. Il ricavato della serata è interamente devoluto dalla Fondazione Melanoma Onlus.
Anche a Pasqua non sono mancati gesti di solidarietà: è il secondo anno che Anna Capasso, insieme con l’assessore Alessandra Clemente e l’imprenditore Antonio Ferrieri, proprietario della pasticceria “Cuori di sfogliatella”, è ospite dell’associazione culturale “A ruota libera” di via Caldieri 140 per donate uova di cioccolato agli ospiti della struttura, che accoglie ragazzi con disabilità motorie.
Bolle in pentola un cortometraggio per RAI Cinema, “Don Vesuvio”, scritto da Max De Francesco per il quale Anna sarà la protagonista. E a breve l’uscita di un nuovo singolo.