Mi piace pensare a una sorta di lettera aperta della citt  al nuovo anno. Un parlare a alta voce ma in punta di piedi al cuore nascosto di quella Napoli che batte ancora. Gli ultimi mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati da una delle pagine più penose della storia di Napoli che ha visto l’ennesima emergenza rifiuti affossare l’immagine della citt .
Ma non è di questo che voglio parlare. Tante e troppe sono state le cose dette e scritte. Poco o niente per dare rispetto alla verit . Voglio provare invece a immaginare un dialogo muto tra la citt  e l’anno che verr , una grande pagina bianca dove intingere di inchiostro le parole non dette, i pensieri violati, le speranze soppresse.
Una sorta di cammino a ritroso che guarda avanti, ovvero un cercarsi dentro senza scudi, per spogliarsi del vecchio abitare e vestirsi di un nuovo vivere fatto di consapevole coraggio.
Una Napoli che finalmente non chiede promesse al nuovo anno ma con esso scende a patti assumendosi il ruolo di una centralit  che richiede doveri prima ancora che diritti. Non più deleghe, risposte demandate a altri, delegittimazioni, omissioni di responsabilit , ma una collettivit  fatta di condivisione e partecipazione democratica. Uno stare insieme che abbia il sapore di una libert  civile e solidale dove gli altri si incontrino con noi e noi con gli altri.
Le tradizioni, gli antichi e nobili trascorsi storici, le enormi potenzialit  creative, la bellezza monumentale e artistica, l’immensa ricchezza naturale e paesaggistica, possono essere la spinta a tutto questo, affinch ci si riappropri di un futuro che parta da lontano e sappia andare oltre. Popolo, santi, re e regine, hanno tradotto, prima che altrove, arti, scienze, professioni, splendori, fede e beneficenza.
Lo sguardo al futuro deve fare, non chiedere recuperare il senso di smarrimento significa stabilire una nuova identit , una rinnovata capacit  di reggersi sulle proprie gambe, convinti di potercela fare.
Acquistando la propria soggettivit  di citt  cos come sempre è successo nei secoli, sapendo scrivere il domani. Forse cos il 2011 potr  rappresentare davvero quella svolta importante, cercata e rincorsa, che tutti noi, con tenera trepidazione, puntualmente chiediamo ogni inizio anno ai giorni che ci aspettano ignari e lontani.
Forse solo cos Napoli potr  dare veramente senso a una speranza di un cambiamento forte e radicale che richiede sacrifici e voglia di realizzare. Gli unici antidoti per offrire certezza al domani.

*operatore della comunicazione

In foto (di Maria Rosaria Perrella), i fuochi di San Silvestro