Anche quest’anno ritorna l’appuntamento dei giovani meridionali con il rock: ieri la prima e oggi la seconda e ultima serata della XIII edizione del “Carpisa Neapolis Festival”, il più grande concerto rock del Sud Italia, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, a Fuorigrotta, organizzato dall’EPT (Ente Provinciale per il Turismo), e dalla “On Communication”, con la collaborazione dell’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania e del Comune di Napoli.
Tra aiuole curate e fontane sgorganti d’acqua, lungo il viale della Mostra adornato di stand che offrono musica a prezzi ridotti, gadgets del Festival e bibite fresche, centinaia di giovani provenienti da tutte le regioni del Sud, solo per ascoltare un po’ di sano rock, solo per ascoltare e ballare al ritmo di una musica che sia un po’ più “indipendente” di quella che si ascolta tutti i giorni. Il prezzo poi è accessibile a tutti: solo 17 euro la prima serata e 30 la seconda, prevendita compresa.
Ma ne vale la pena: musica, ritmo e buona compagnia per ben sette ore di seguito.
Si balla e si canta sulle note di grandi artisti italiani e internazionali: delude un po’ i giovani l’assenza della freschissima band newyorkese “The Virgins”, per un grave lutto, ma c’è da rifarsi con i piemontesi “Marlene Kuntz”, che aprono la serata con un “noise rock”, che d  l’idea del movimentato divertimento che si prolungher  fino a notte tarda.
Ma l’ospite più atteso è forse Daniele Silvestri, cantautore romano tra i migliori che operano in Italia attualmente: brani nuovi e vecchi, rock, pop, movimenti sinuosi e scatenati, urla, commozione, emozioni, tutto sulle sue note, tutto da parte di ragazzi dai sedici anni in su, tutto al ritmo della musica semplice di Daniele, che non vuole andare via, perch reclamanti grida di “Bis!” lo trattengono, fino a che non è costretto a lasciar spazio anche agli altri, altrettanto osannati, artisti.
Seguono i “Rinrse”, una band di Montpellier che si trattiene per più di un’ora e riesce a far ballare e divertire i giovani, con la sua musica di commistione tra electro, techno e rock, e con l’esaltante performance del cantante Jessie Chaton, quasi un novello Freddie Mercury, che schizza per il palco trascinandosi il microfono e ballando furiosamente.
Una pausa. Poi arriva il vero rock italiano, quello che i giovani ascoltano, dal Nord (da cui proviene la band) sino a Sud. Arriva a Napoli, accompagnato da grida, urla, mani, fumo: entrano sul palco i “Subsonica”, direttamente dal Piemonte, ma con l’umilt  e la fraternit  che sono tipiche dei giovani meridionali. Suonano per più di un’ora, e la serata si apre, i ragazzi si scatenano, si balla, si canta, si grida e si parla anche, si parla di ambiente. I “Subsonica” sono infatti accompagnati da uno stand di Legambiente, in cui si può discutere dell’energia nucleare in Italia e soprattutto nel Piemonte, e dei problemi che ha causato negli ultimi decenni.
La band piemontese annuncia anche il ritorno dei “99 posse”, la band napoletana “che fece loro conoscere Napoli”, il prossimo sabato, il 18 luglio, in Piazza del Gesù.
La serata si chiude tranquilla, c’è solo la musica, ci sono i giovani amanti della musica e basta.
Stasera la seconda serata, dalle 17,00 in poi, con Juliette Lewis e i Motel Connection.

Nelle immagini alcuni momenti del Carpisa Neapolis Festival,

Info: www.neapolis.it