Vienna, 1906. Defilati a un tavolino di un bar, due uomini parlano fitto. Sono il fisico Boltzmann e il dottor Freud. Ne nasce un intenso rapporto. Lo racconta Salvio Esposito, scrittore e psicologo psicoterapeuta a indirizzo psicoanalitico, nella pièce “Il Delirio Amoroso di Sigismondo” (drammaturgia del testo di Cinzia Mirabella), in scena giovedì 8 febbraio, alle 20.30, alla casina pompeiana della villa comunale, sul lungomare cittadino. Solo su prenotazione.
Protagonisti della mise en éspace sono: Jean-Noël Schifano nel ruolo di Giannatale, Cinzia Mirabella nei panni del dottor Freud e Paolo Gentile che darà voce al fisico Boltzmann. Attraverso una lettura drammatizzata, con l’escamotage della convenzione teatrale, si rivivrà quel fatidico incontro e la sua grottesca e dissacrante evoluzione.

Lo scrittore J.N. Schifano
Qui sopra, J.N. Schifano. In alto, un ritratto di Freud

Delirio amoroso di Sigismondo – racconta l’autore – nasce in modo piuttosto curioso: «Invitato dall’università Orientale di Napoli a un convegno internazionale su letteratura e psicoanalisi, non sapevo bene di cosa parlare in quella circostanza e siccome questi incontri sono sempre un po’ noiosi, almeno per me, pensai di scrivere un racconto in chiave psicoanalitica che fosse provocatorio ma soprattutto fruibile e divertente. Il pubblico di psicoanalisti e studenti si è moto divertito così l’ho fatto leggere alla mia amica storica Cinzia Mirabella. Il testo le è piaciuto tanto che ha deciso di metterlo in scena».
Succede che lo scrittore Giannatale fa il suo solito sproloquio intorno alla psicoanalisi. Dopo aver preso spunto dalla sua idea narrativa, assiste al dipanarsi degli eventi che saranno poi il suo racconto scritto. È come se vedesse, allucinasse quello che ha inventato. Giannatale resterà in scena e prenderà appunti per tutto il tempo della rappresentazione, a testimoniare in chiave voyeuristica, come avviene la creatività letteraria.

Freud| ilmondodisuk.com
La locandina dell’evento

Una veste insolita per l’intellettuale francese: «Uno scrittore – dichiara Schifano – è un attore del silenzio quando si mette nei panni dei suoi personaggi, nella loro sensibilità, uomini, donne, bambini, e, per Omero o Ovidio vanno fino a mettersi nella sensibilità, nella parola degli Dei… Nel caso di Sigismondo, devo dire che sono uno che, nei tempi remotissimi, l’ha frequentato con Otto Rank, Karl Abraham e tanti altri suoi discepoli – fra i quali non mi si può annoverare, per fortuna! – tutti bravissimi scrittori, ma tanto squilibrati che si curavano a malapena aumentando il disagio esistenziale dei loro pazienti!… Siamo in una storia che, con brio e umorismo, ci racconta Salvio Esposito… La mia parte breve, introduttiva, tra topi e gatte, fatta di associazioni di idee o pensieri come se fossi sdraiato su un divano viennese, è tutta ironia verso Sigismondo e le sue teorie, e la sua vita cocainata, e verso i suoi discendenti che saranno pericolosamente numerosi la sera della rappresentazione. Speriamo che il sano 10 per cento di non seguaci di Sigismondo, ci salverà!…».
Sarà proprio durante una riunione che Freud comincerà a delirare.
 Dopo aver appreso del suicidio del fisico strampalato, decide di consumare il resto della cocaina conservata per ben 21 anni nel cassetto. Cambia identità: da Sigmund diventa Sigismondo e davanti ai suoi allievi comincia a mettere in dubbio il principio secondo cui tutti gli eventi hanno una causa, il più delle volte inconscia, asserendo che una cosa non può causare l’altra, quindi l’esistenza del tempo e dello spazio.
«In realtà – precisa Esposito – Sigismondo è anche il modo in cui Schifano ironizza su Freud e il suo viaggio a Napoli, non molto felice visto che ne fu quasi spaventato. La pièce, infatti, prende spunto dalle nostre numerose conversazioni sulla psicoanalisi. Poi un giorno, ho scoperto casualmente che il vero nome dello psicoanalista austriaco non era Sigmund ma Sigismund. Pare se lo sia cambiato all’anagrafe. Tra l’altro, anche Boltzmann sembra si sia suicidato di mercoledì».
Un finale rocambolesco rivelerà l’origine della follia e l’intenso rapporto che lega Freud e l’estroso fisico, causa di tutte le vicende narrate. «La cosa divertente – commenta lo psicologo – è che il cambiamento di Freud ha origine nel momento in cui incontra Boltzmann. Il delirio di Sigismondo parte proprio in contemporanea al suicidio del fisico».
La linea registica di Cinzia Mirabella che, per una convenzione teatrale e con la complicità del pubblico, nonostante il sesso diverso, interpreterà il dottor Freud, riporta l’incontro ai giorni nostri. L’attrice regista svela altro piccolo dettaglio: anche l’attore che interpreterà Boltzmann avrà una fisicità diversa rispetto al grande fisico.

Cinzia Mirabella\ilmondodisuk.com
Cinzia Mirabella

I biglietti sono finiti in due giorni. Continuano ad arrivare richieste di persone che vorrebbero assistere alla rappresentazione. «Probabilmente ci saranno altri contesti francesi», annuncia Esposito. Per ora lo scrittore napoletano autore di “La galleria delle armi”, edito da Marotta&Cafiero, sta lavorando al suo secondo romanzo in chiave epistolare, la storia di un’analisi   fuori dagli schemi.

Il Delirio Amoroso di Sigismondo
Casina pompeiana, Villa Comunale, Napoli
giovedì 8 febbraio ore 20.30
solo su prenotazione al 3387262579